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Home In evidenza

Il progetto BAPSI e le nuove visioni della formazione ittica

Raffaele Mancini è il nuovo Senior Project Manager del progetto

Domenico Letizia by Domenico Letizia
30 Luglio 2021
in In evidenza, News, Pesca
progetto BAPSI

Il progetto BAPSI promuove il dialogo e la collaborazione tra industria e accademia mettendo insieme i rappresentanti del comparto industriale con gli enti accademici e i protagonisti della ricerca scientifica. Il fine ultimo è quello di sviluppare, implementare e potenziare l’occupazione dei giovani aiutando a comprendere l’importanza di nuove figure professionali legate al settore ittico, caratterizzate da una formazione ancorata su solide conoscenze e competenze “trasversali” in tema di sostenibilità ambientale e valorizzazione del mare.

L’ultimo rapporto della FAO sullo “Stato della Pesca e dell’Acquacoltura Mondiale” consegna l’analisi di una produzione ittica totale che entro il 2030 supererà i 200 milioni di tonnellate. Negli ultimi 40 anni, il consumo di pesce per scopi alimentari è aumentato considerevolmente, con un tasso medio annuo doppio rispetto alla crescita della popolazione mondiale (1,6%), dati molto superiori al consumo di tutti gli altri alimenti proteici di origine animale.

L’emergenza sanitaria, i dati sui consumi alimentari e la necessità di inseguire innovazione e sostenibilità stanno riscrivendo l’industria ittica nel Mediterraneo che sta vivendo una profonda trasformazione. Una metamorfosi, necessaria ed improrogabile, che mira a ridisegnare il settore attraverso l’innovazione e l’efficienza in modo da affrontare con successo le tante sfide che l’attendono, prima fra tutte quella della sostenibilità. In tale processo si inserisce il progetto BAPSI, sostenuto da Assoittica Italia.

In una recente intervista, Raffaele Mancini, nuovo Senior Project Manager del progetto ha indicato le potenzialità del progetto, dichiarando: “In ogni settore ci sono resistenze al cambio, resistenze che sono più forti quanto più forte è il cambio che si persegue. Devo dire che il settore ittico nel suo complesso è già un settore moderno, visto che per sua stessa natura necessita di efficienza ed innovazione per restare competitivo. Attualmente, il grande nemico di BAPSI è il Covid. L’impossibilità di attuare il progetto come era stato scritto ed approvato ha creato grandissime difficoltà ma anche curiosità ed interesse nella filiera ittica specialmente per questa “alleanza” tra industria e accademia. Bisogna guardare alla formazione nel settore ittico non come ad uno spot o un singolo e specifico progetto, poiché BAPSI è limitato nel tempo, ma il concetto che sta dietro l’idea progettuale è una formula che ci auguriamo possa essere replicata molte volte in futuro”.

Il progetto permetterà non solo difendere i nostri mari ma di ancorare la crescita su fondamenta più solide, tutelando il lavoro dei tanti operatori. BAPSI contribuisce a preparare il settore a questa sfida attraverso un percorso formativo innovativo ma rigoroso.

“Mi lasci ricordare che non solo non esistono molte opportunità di formazione per gli operatori del settore ittico, ma una formazione costruita sulla collaborazione tra industria e accademia è unica fino ad oggi. Un settore in grande fermento, moderno e dinamico, nella continua ricerca di migliorarsi. Opportunità molto significative in termini lavorativi e dobbiamo dirlo ai giovani. Il settore necessita di figure professionali nuove che concilino specificità settoriale con conoscenze, e consapevolezze, trasversali, la necessità di una formazione di alto livello”, ha dichiarato Raffaele Mancini.

 

Tags: industria ittica Mediterraneopescaprogetto BAPSIsettore ittico
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Domenico Letizia

Domenico Letizia

Storico e giornalista. Scrive per il quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà”, per la rivista di geopolitica e affari internazionali “Atlantis” e per il quotidiano economico finanziario “Money.it”. Attuale componente dell’Ufficio Stampa del Global Network of Water Museums (UNESCO). Partecipa ufficialmente ai tavoli di lavoro legati dell’Iniziativa “WestMED” presso la Farnesina. L’Hub nazionale italiano WestMED è organizzato dai partner e dai coordinatori nazionali “WestMED per l’Italia”, in particolare il Dipartimento di coesione all’interno della presidenza italiana dei Ministri e del ministero degli Affari Esteri, che riunisce più di 40 organizzazioni tra autorità regionali, ministeri nazionali e altre strutture legate all’economia blu in Italia. Responsabile della Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione. Esperto in digitalizzazione, agroalimentare, export e internazionalizzazione, aerospazio, turismo 4.0, green e blue-economy. Svolge anche attività da broker assicurativo con servizi dedicati alla cura del risparmio, investimenti non speculativi e protezione sulla vita, famiglia e casa. Collabora con l’Organizzazione Non Governativa “Mediterranean Academy of Culture, Technologies and Trade” di Malta. Partecipa ai lavori del Rotary su tematiche legate all’ambiente, all’agricoltura sostenibile e alla diffusione di iniziative di solidarietà e beneficenza.

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