
Se dovesse passare la proposta lanciata dal Commissario Karmenu Vella, di fissare un totale ammissibile di catture sul pesce spada nel Mediterraneo, il pesce spada potrebbe finire sotto stretta sorveglianza, esattamente come il tonno rosso. Le catture della specie, sarebbero scandite dalle quote concesse ad ognuno dei paesi interessati.
Dalle regole fino ad oggi contemplate per la cattura della specie, compresi i divieti di pesca nei periodi che vanno dal 1 ottobre al 30 novembre; e dal 1 al 31 marzo, tra non molto, ci si potrebbe trovare di fronte a nuovi scenari che probabilmente non lascerebbero soddisfatti i pescatori che già lamentano troppa avarizia nelle assegnazioni delle quote tonno.
Vella in questi ultimi mesi ha più volte sottolineato la situazione drastica in cui versano gli stock di pesce spada del Mediterraneo, ed ha ora valutato la possibilità di salvaguardare la specie considerando l’ipotesi delle quote per il pesce spada, strumento di recupero adottato con successo per il tonno.
La necessità di mettere a punto misure urgentiti per riportare le risorse di pesce spada a livelli sostenibili è stata manifestata pochi giorni fa anche da Oceana, organizzazione internazionale che lavora per proteggere e recuperare gli Oceani del mondo che.
La richiesta dell’ONG è arrivata subito dopo l’incontro internazionale sulla pesca che si è tenuto a Madrid la scorsa settimana, durante il quale gli scienziati hanno rimarcato la situazione allarmante in cui si è venuta a trovare la specie maggiormente rappresentativa del mar Mediterraneo. Anche secondo il WWF non rimane molto tempo da perdere e la deadline d’intervento deve essere immediata.
“Non siamo pregiudizialmente contrari alla proposta della Commissione di fissare un totale ammissibile di catture sul pesce spada nel Mediterraneo, ma occorre valutarne prima l’impatto sociale, economico, ambientale e soprattutto gestionale”. Questo il commento del sottosegretario alle politiche agricole Giuseppe Castiglione, presente per l’Italia al Consiglio dei ministri dell’agricoltura e pesca Ue a Lussemburgo, alla proposta di Karmenu Vella di fissare appunto delle quote per il pesce spada nella prossima riunione dell’ICCAT prevista a novembre in Portogallo. Il sottosegretario ha anche manifestato l’intenzione dell’Italia di chiedere un aumento del 20% della quota tonno oltre a quella già autorizzata per il 2017.
Si dice discordante con la paventata possibilità di introdurre le quote pesce spada Federcoopesca. “Bisogna lavorare per migliorare gli strumenti che già ci sono”, ha sottolineato l’associazione che vede possibile, con l’introduzione delle quote, probabili speculazioni e la riduzione dei posti di lavoro.
Candida Ciravolo











