“Non capisco perché l’Italia possa impunemente permettersi di non rispettare un Regolamento europeo”, dice Marco Affronte, Europarlamentare indipendente del Gruppo Greens/EFA, riferendosi all’inottemperanza italiana al Regolamento 2107 dello scorso anno riguardo alle quote del tonno rosso.
“I pescatori si lamentano di essere soffocati dalle leggi europee, ma solo perché ai politici italiani fa comodo avere qualcuno cui dare la colpa. In realtà è il Ministero italiano a non ripartire le quote tonno secondo quanto dice l’Europa. Noi europarlamentari infatti siamo riusciti qui a scrivere nero su bianco che si deve tenere in conto la pesca tradizionale e artigianale nonché per prevedere incentivi per i pescherecci dell’Unione che impieganoattrezzi da pesca selettivi o utilizzano tecniche di pesca caratterizzati da un ridotto impatto ambientale“, ma è l’Italia a non aver rispettato questa indicazione.
Il Decreto Direttoriale italiano dello scorso aprile assegna le quote, pur cresciute perché ICCAT e UE hanno alzato le quote per il triennio 2018-2020, sempre alle stesse persone.
“È un blocco inaccettabile” – conclude Affronte – “e vogliamo capire perché possa continuare ad esserci ancora. Abbiamo presentato un’interrogazione urgente alla Commissione Europea per sapere se intenda agire a tutela della pesca artigianale e del rispetto dei propri regolamenti.”