
Come da decreto ministeriale è ormai partito il fermo biologico nell’Adriatico, per poi estendersi lungo il Tirreno e lo Ionio.
“Quello del fermo biologico è uno schema ormai datato, anche se negli anni ha fatto registrare un buon risultato, è comunque tempo di cambiare, non solo il periodo per effettuare il fermo ma anche le annesse modalità di ristoro agli armatori e la possibilità di CIGS per i pescatori imbarcati”, a dichiararlo Gennaro Scognamiglio, Presidente di UNCI Agroalimentare.
“Occorre fare una piccola grande rivoluzione – aggiunge Scognamiglio – per non lasciare il mercato alla grande distribuzione. Si rende necessario organizzare la nostra flotta per far si che, attraverso i piani di gestione e sfruttando la stagionalità del pescato, si possa vendere direttamente al consumatore finale. Anche la ristorazione dovrebbe perseguire lo stesso obiettivo, sfruttando al meglio il pescato locale fresco. In questo modo il fermo biologico avrebbe una marcia in più e potrebbe assicurare in ogni momento pescato fresco in tavola”.











