
A seguito di una tendenza recente che può essere associata al cambiamento climatico, in Giappone le catture di pesci tipici della stagione autunnale sono diminuite.
Il Salmone keta, il luccio sauro del Pacifico che migrano nelle acque a nord-est del Giappone durante l’estate, tornano sempre più tardi, poiché le acque rimangono calde più a lungo. Il risultato è deludente, c’è poco pesce da catturare e da portare sulle tavole dei giapponesi che sono legati al pesce di stagione quanto gli americani ai tacchini durante il Ringraziamento.
La soluzione al problema sta nel raggiungere in più tempo le zone di cattura ciò determina però un aumento dei costi per i pescatori, in quanto devono utilizzare più combustibile. Ma c’è un altro lato della medaglia, la zona d’acqua pescosa del Giappone è invasa da sardine, grasse e di grandi dimensioni, attratte dalle acque calde.
Al dettaglio, confezioni di sette o otto sardine fresche di circa 110-120 grammi ciascuna sono vendute intorno ai 3,00 euro. Pertanto, sembra che le sardine possano dominare le vendite nei supermercati in questo periodo al posto di salmone e calamari. Tuttavia, i commercianti di pesce si trovano ad affrontare una battaglia in salita per convincere i consumatori giapponesi che le sardine dovrebbero sostituire i pesci tradizionali autunnali nei menu in tutto il paese.











