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Eco-terrore: l’Armenia inquina deliberatamente il fiume Okhchuchay

Un gravissimo danno ambientale tiene alta l’attenzione sulla qualità delle acque dei fiumi del Caucaso

Domenico Letizia by Domenico Letizia
9 Luglio 2021
in In evidenza, News
fiume Okhchuchay

Un gravissimo danno ambientale da parte dell’Armenia alle acque del fiume Okhchuchay, che scorre tra Armenia e Azerbaigian, tiene alta l’attenzione sulla qualità delle acque dei fiumi del Caucaso.

Pescatori, attivisti ecologistici, società civile e responsabili delle imprese locali denunciano quanto è accaduto nel corso armeno del fiume Okhchuchay che risulta gravemente inquinato a causa dell’azione degli impianti “Zangezur Copper-Molybdenum Plant”, il cui principale azionista è la società tedesca “Cronimet”, e la “Chaarat Kapan”, che continuano ad ignorare le norme basilari di sostenibilità ambientale, rispetto del patrimonio liquido e tutela della fauna ittica locale.

Il fiume Okhchuchay è lungo 83 chilometri e scorre per un lungo tratto all’interno del territorio armeno, nella regione di Synik e nel distretto di Zangilan, territorio dell’Azerbaigian recentemente liberato dall’occupazione armena. La fine del conflitto tra Armenia e Azerbaigian e la successiva liberazione dei territori riconosciuti azerbaigiani dal diritto internazionale ha permesso anche di comprendere e monitorare lo scempio ambientale causato dall’Armenia e dalle truppe militari ammassate lungo il confine. Il fiume è estremamente importante per l’Azerbaigian poiché tale corso sfocia nel fiume Araz, il più grande del Caucaso meridionale. Il fiume Araz è al centro di numerosi progetti occupazioni del governo azerbaigiano e le sue acque sono utilizzate per l’irrigazione dei campi agricoli, per esigenze domestiche ed urbane e numerosi sono gli allevamenti di trote che sorgono lungo il suo corso. Considerevoli sono anche i progetti di acquacoltura presenti nella zona che a causa dell’inquinamento del fiume Okhchuchay rischiano di cessare per sempre.

Successivamente alla liberazione dei territori azerbaigiani dall’Armenia numerose organizzazioni ecologiste si sono recate nella zona, soprattutto nel distretto di Zangilan, per tentare di comprendere la gravità della situazione ambientale e capire come intraprendere un concreto piano di riqualificazione del patrimonio liquido locale.

Le analisi chimiche delle acque del fiume Okhchuchay, condotte tra gennaio e marzo del 2021, hanno rivelato un elevato contenuto di metalli preziosi, in particolare rame, manganese, ferro, zinco e cromo. Secondo il recente rapporto del Ministero dell’Ecologia dell’Azerbaigian, il contenuto di rame, ferro e nichel risulta essere anche sette volte superiore alle norme stabilite a livello internazionale. Le acque del fiume Okhchuchay stanno divenendo di colore bianco e giallo acido, registrando la morte della maggior parte delle trote locali, come registrato dalle testimonianze dei pescatori locali nel marzo del 2021.

L’elevato contenuto di metalli pesanti sta compromettendo la fauna fluviale locale, generando problematiche enormi per la salute dell’uomo e per le comunità di pescatori che sorgono numerose lungo il suo corso. L’uso dell’acqua contaminata sta facendo registrare disturbi gastrointestinali alle popolazioni locali e vengono costantemente riportati problemi ai reni, alle ossa e al cuore. L’appello internazionale degli ecologisti è quello di controllare, con dovuta la rigidità, l’operato delle compagnie minerarie in Armenia, concentrando l’attenzione lungo la provincia di Syunik, ubicata alla testa del fiume Okhchuchay.

Tali compagnie scaricando i rifiuti di produzione industriale all’interno delle acque del fiume, senza alcun trattamento di pulizia e filtraggio, stanno causando un danno ambientale in violazione delle norme fondamentali di tutela e rispetto dell’ambiente. Le condizioni allarmanti delle acque del fiume Okhchuchay hanno generato enormi problemi economici anche agli allevatori di trote dell’Azerbaigian che non riescono più a gestire gli allevamenti, registrano una moria generale della fauna ittica, chiudono gli stabilimenti locali e dichiarano fallimento, dopo anni di gestione delle attività legate alla vita del fiume.

Per 30 anni, l’Armenia non solo ha occupato i territori dell’Azerbaigian, ma ha anche saccheggiato le risorse naturali nelle aree occupate. Sebbene i territori dell’Azerbaigian siano liberi dall’occupazione, il terrore ambientale dell’Armenia contro l’Azerbaigian continua. Le organizzazioni internazionali, i singoli paesi, anche ONG specializzate nella tutela ambientale, dovrebbero reagire alla vicenda del fiume Okhchuchay. Perché questo è un duro colpo per la sicurezza ambientale non solo dell’Azerbaigian, ma anche della regione e del mondo intero.

Tags: allevamento trotefiume Okhchuchaypescatoritrote
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Domenico Letizia

Domenico Letizia

Storico e giornalista. Scrive per il quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà”, per la rivista di geopolitica e affari internazionali “Atlantis” e per il quotidiano economico finanziario “Money.it”. Attuale componente dell’Ufficio Stampa del Global Network of Water Museums (UNESCO). Partecipa ufficialmente ai tavoli di lavoro legati dell’Iniziativa “WestMED” presso la Farnesina. L’Hub nazionale italiano WestMED è organizzato dai partner e dai coordinatori nazionali “WestMED per l’Italia”, in particolare il Dipartimento di coesione all’interno della presidenza italiana dei Ministri e del ministero degli Affari Esteri, che riunisce più di 40 organizzazioni tra autorità regionali, ministeri nazionali e altre strutture legate all’economia blu in Italia. Responsabile della Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione. Esperto in digitalizzazione, agroalimentare, export e internazionalizzazione, aerospazio, turismo 4.0, green e blue-economy. Svolge anche attività da broker assicurativo con servizi dedicati alla cura del risparmio, investimenti non speculativi e protezione sulla vita, famiglia e casa. Collabora con l’Organizzazione Non Governativa “Mediterranean Academy of Culture, Technologies and Trade” di Malta. Partecipa ai lavori del Rotary su tematiche legate all’ambiente, all’agricoltura sostenibile e alla diffusione di iniziative di solidarietà e beneficenza.

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