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Home Acquacoltura

Entro il 2034 la domanda globale di pesce crescerà del 13%

Secondo il nuovo report congiunto OCSE-FAO, l’acquacoltura guiderà l’espansione produttiva, ma crescono le sfide tra sostenibilità, accessibilità e logistica

Tiziana Indorato by Tiziana Indorato
17 Luglio 2025
in Acquacoltura, In evidenza, Mercati, News, Pesca, Sostenibilità
Entro il 2034 la domanda globale di pesce crescerà del 13%

Entro il 2034, la domanda globale di pesce aumenterà del 13%, spinta principalmente dalla crescita demografica, dal miglioramento delle condizioni economiche nei Paesi a medio reddito e dalla crescente consapevolezza dei benefici nutrizionali del pesce. È quanto emerge dal nuovo report congiunto OCSE-FAO Agricultural Outlook 2025–2034, che dedica un intero capitolo all’evoluzione prevista della produzione e del consumo di prodotti ittici.

A guidare questo incremento sarà l’acquacoltura, destinata a consolidare il suo ruolo di principale fonte di pesce destinato all’alimentazione umana. Secondo il report, oltre il 50% del pesce consumato nel mondo nel 2034 proverrà da impianti di acquacoltura, con tassi di crescita particolarmente marcati in Asia, Africa e America Latina.

La previsione non si limita a un’analisi quantitativa. Il report sottolinea come il cambiamento delle abitudini alimentari e l’aumento del consumo pro-capite di proteine animali stia avvenendo a ritmi diversi tra Paesi ad alto e basso reddito. In quelli a basso reddito, si prevede che l’apporto medio giornaliero da fonti animali sarà ancora lontano dai valori raccomandati per una dieta sana, lasciando spazio a tensioni legate all’accessibilità e alla sicurezza alimentare.

Il quadro che emerge non è privo di sfide. La produzione ittica globale dovrà affrontare questioni cruciali legate alla sostenibilità ambientale, alla gestione responsabile delle risorse e alle emissioni. Il report evidenzia che, nello scenario di base, le emissioni agricole globali aumenteranno del 6%. Tuttavia, in uno scenario alternativo – con investimenti in tecnologie di mitigazione e un miglioramento del 15% della produttività – le emissioni potrebbero diminuire del 7%, aprendo una finestra concreta di opportunità anche per il settore ittico.

Un altro punto chiave è rappresentato dalla stabilità del commercio internazionale: si prevede che il 22% dei generi alimentari consumati a livello mondiale continuerà a essere oggetto di scambi transfrontalieri, come avviene attualmente. Questo dato sottolinea la centralità delle catene globali di approvvigionamento, logistica e trasformazione del pesce, che dovranno essere sempre più resilienti, tracciabili e rispettose degli standard internazionali.

Il report segnala anche il ruolo crescente degli standard di sostenibilità, della certificazione e della tracciabilità come leve strategiche per l’accesso ai mercati e per soddisfare le esigenze di consumatori sempre più attenti alla provenienza e al metodo di produzione del pesce acquistato.

Nel medio termine, le imprese della filiera – dalla produzione alla trasformazione, dalla logistica alla distribuzione – saranno chiamate a confrontarsi con un contesto più complesso, in cui la crescita della domanda non potrà essere colta appieno senza una strategia mirata su efficienza, qualità e sostenibilità.

Il nuovo report OCSE-FAO delinea un futuro in cui la domanda globale di pesce continuerà a crescere, trainata da cambiamenti strutturali nei consumi e da una forte espansione dell’acquacoltura. Ma la crescita, da sola, non basta: sarà la capacità di tutta la filiera di adattarsi ai nuovi paradigmi produttivi, ambientali e commerciali a determinare il successo o meno del comparto ittico nei prossimi dieci anni.

Restare aggiornati su scenari globali come quello delineato dal report OCSE-FAO è oggi più che mai necessario per chi opera nel settore ittico. L’analisi di lungo periodo può offrire spunti operativi già nel breve.

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Tags: acquacolturacommercio internazionaledomanda alimentareFAOmercati itticiOCSEpescesostenibilitàtrasformazione alimentare
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Autrice Pesceinrete Tiziana Indorato scrive per Pesceinrete occupandosi di seafood, sostenibilità, mercati, innovazione e scenari internazionali. I suoi articoli seguono l’evoluzione della filiera ittica con attenzione ai cambiamenti ambientali, commerciali e regolatori che incidono sul lavoro delle imprese e sulla percezione del prodotto ittico.

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