Record dell’export ittico norvegese 2025 e impatto sul mercato italiano

Con 2,8 milioni di tonnellate esportate e 181,5 miliardi di NOK, la Norvegia chiude il 2025 con il valore più alto di sempre.

Italy and Norwegian Seafood: Supply Dynamics and Market Shifts in 2025

Italy and Norwegian Seafood: Supply Dynamics and Market Shifts in 2025

L’Italia rimane uno dei mercati più importanti per le produzioni ittiche norvegesi, in particolare nelle categorie che storicamente sostengono il consumo nazionale: stoccafisso, baccalà, pesce salato e merluzzo. A questo si aggiunge un ruolo crescente del salmone da acquacoltura, ormai componente strutturale dell’offerta italiana nella GDO, nella ristorazione e nei canali specializzati. Proprio per questo, le dinamiche dell’export norvegese – in termini di volumi disponibili, prezzi all’origine, destinazioni prioritarie e mix tra selvatico e allevato – incidono direttamente sulle imprese italiane della filiera, dagli importatori ai trasformatori, fino alla distribuzione finale.

Nel 2025 i prodotti tradizionali hanno mostrato un quadro complesso per chi dipende dagli approvvigionamenti di Oslo. Il baccalà ha raggiunto un valore record di 6,7 miliardi di NOK, pur con un calo dei volumi del 9%. Il pesce salato ha toccato 2,5 miliardi di NOK (+18% in valore), mentre lo stoccafisso ha registrato il volume più basso di sempre (2.893 tonnellate), condizionato da prezzi elevati lungo l’intera catena del valore. Tutto questo rende più competitiva la trasformazione locale norvegese e riduce la disponibilità di prodotto per i mercati esteri, Italia inclusa. Parallelamente cresce il peso del merluzzo d’allevamento, che nel 2025 ha rappresentato il 38% del valore delle esportazioni di merluzzo fresco, contro il 28% del 2024: un cambiamento che aprirà riflessioni strategiche anche sul mercato italiano.

Allo stesso tempo, il salmone – categoria centrale per la domanda italiana – ha chiuso l’anno con 1.414.909 tonnellate esportate e un valore di 124,7 miliardi di NOK. Una disponibilità più elevata rispetto agli anni precedenti, unita a un prezzo medio in flessione, ha mantenuto stabile l’offerta verso i mercati maturi, incluso quello italiano.

Questo scenario si inserisce in un contesto più ampio, delineato dai dati diffusi dal Norwegian Seafood Council, che confermano come il 2025 sia stato un anno record per il valore delle esportazioni, ma allo stesso tempo caratterizzato da dinamiche globali complesse su volumi, quote, prezzi e orientamento dei mercati di destinazione.

Un 2025 da record per il seafood norvegese

Nel 2025 la Norvegia ha esportato 2,8 milioni di tonnellate di prodotti ittici per un valore di 181,5 miliardi di NOK, con un aumento di 6,4 miliardi rispetto al 2024 (+4%). Si tratta del livello più alto mai registrato, equivalente a circa 38 milioni di pasti di pesce al giorno. La crescita è più moderata rispetto al triennio post-pandemico 2021–2023, quando il valore delle esportazioni era aumentato a ritmi eccezionali.

Acquacoltura e pesca: crescita di valore, volumi divergenti

L’acquacoltura rappresenta ormai il 73% del valore totale dell’export e il 54% dei volumi, con 1,5 milioni di tonnellate esportate per 133,4 miliardi di NOK. I volumi crescono del 13,1%, mentre il valore sale del 2%.

La pesca rappresenta il restante 27% del valore e il 46% dei volumi, con 1,3 milioni di tonnellate esportate per 48,1 miliardi di NOK. I volumi scendono del 12,5%, ma il valore cresce del 7%, trainato dai prezzi elevati di merluzzo e sgombro.

La nuova geografia dei mercati: Polonia, Stati Uniti e Cina

L’Europa rimane l’area principale di destinazione, ma scende dal 67% al 63% del valore totale. Per il dodicesimo anno consecutivo la Polonia è il primo mercato, con 19,1 miliardi di NOK, spinta dal ruolo di piattaforma di trasformazione per il salmone e altre specie.

Gli Stati Uniti confermano un interesse crescente, con un aumento annuale del valore del 19%, nonostante i dazi introdotti ad aprile e agosto che hanno portato le tariffe su molti prodotti a livelli pari o superiori al 15%. Il 2025 ha mostrato forti oscillazioni: crescita del 55% nel primo trimestre, del 20% nel secondo, rallentamento al 6% nel terzo e lieve calo nel quarto.

La Cina registra la maggiore crescita in valore: +2,9 miliardi di NOK (+31%). Con un totale di 12,3 miliardi di NOK, diventa il terzo mercato per il seafood norvegese. L’espansione è dovuta a e-commerce più efficiente, miglior distribuzione e forte aumento del consumo di salmone, gamberi, scorfano e halibut della Groenlandia.

Salmone: volumi record e mercato in espansione

Il salmone resta il pilastro dell’export norvegese: 1.414.909 tonnellate per 124,7 miliardi di NOK (+2% in valore, +13% in volume). Le elevate temperature del mare hanno favorito una produzione superiore e una taglia media maggiore, rendendo disponibili volumi tali da spingere esportazioni verso mercati che richiedono pesce di grandi dimensioni, in primis Asia e Stati Uniti.

La Cina è il mercato più dinamico: 8,1 miliardi di NOK (+59% in valore), 90.906 tonnellate (+99% in volume). La quota norvegese sul salmone importato in Cina è salita dal 41% al 57%.

Merluzzo: selvatico in contrazione, allevato in crescita

Il merluzzo fresco registra 36.704 tonnellate per 2,8 miliardi di NOK: i volumi scendono del 9%, il valore cresce dell’11%. Gli sbarchi di merluzzo selvatico diminuiscono del 13%, ma le esportazioni calano ancora di più perché più materia prima viene trattenuta per la trasformazione interna.

Il merluzzo d’allevamento cresce rapidamente: 15.493 tonnellate (+30%) per 1,1 miliardi di NOK (+50%). La quota sul valore del merluzzo fresco esportato sale al 38%, contro il 28% del 2024.

Il merluzzo congelato totalizza 37.462 tonnellate per 3,2 miliardi di NOK: volumi -22%, valore +5%. Vietnam e Cina restano mercati chiave, con il Vietnam favorito dalle dinamiche tariffarie USA–Cina.

Baccalà, pesce salato e stoccafisso: valori record nonostante i volumi ridotti

Il baccalà raggiunge 6,7 miliardi di NOK (+14%) con volumi in calo del 9%. Il pesce salato tocca 2,5 miliardi di NOK (+18%) con volumi -8%. Lo stoccafisso registra il volume più basso di sempre (2.893 tonnellate) ma mantiene un valore di 899 milioni di NOK grazie a prezzi molto elevati.

Pelagici e crostacei: prezzi in aumento e domanda forte

Le aringhe crescono in valore fino a 4,2 miliardi di NOK, con volumi in calo dell’8%. La crescita è trainata dai prodotti marinati, rilanciati dal nuovo accordo doganale con l’UE.

Lo sgombro totalizza 8,5 miliardi di NOK: volumi in calo del 34%, valore in aumento del 2%. Il prezzo medio supera per la prima volta i 50 NOK/kg per il prodotto intero congelato, spinto da quote ridotte e da attese di ulteriori tagli nel 2026.

Il granchio reale chiude a 1,2 miliardi di NOK (+46%), il granchio delle nevi a 1,6 miliardi (+127%), con incrementi robusti anche nei volumi. I gamberi totalizzano 1,8 miliardi di NOK (+12%) nonostante un calo dei volumi del 7%, grazie al maggiore peso dei prodotti pronti al consumo e alla forte domanda asiatica.

Un record che segna l’inizio di una fase più competitiva

Il 2025 conferma la capacità del settore ittico norvegese di generare valore anche in un contesto di tensioni commerciali, dazi, rafforzamento valutario e riduzione delle quote di pesca. Allo stesso tempo anticipa una fase in cui la disponibilità di materia prima, la competizione globale e il crescente peso dell’acquacoltura definiranno nuovi equilibri nei mercati internazionali.

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