Pesca a strascico, se ben gestita è sostenibile – Uno studio recente, il primo nel suo genere, condotto dall’Università di Bangor in partenariato con diversi istituti di ricerca, è stao pubblicato su Proceedings of the National Academy of Science. La ricerca riunisce i dati di 24 grandi regioni marine in tutto il mondo per stabilire una relazione tra la distribuzione e l’intensità delle attività di pesca a strascico e la salute degli stock ittici nei fondali marini.
I ricercatori hanno valutato la vita sul fondale marino attribuendo un punteggio. L’autore principale dello studio, lo scienziato Roland Pitcher di CSIRO Oceans and Atmosphere (Brisbane, Australia), ha affermato che lo studio dimostra che una buona gestione della pesca contribuisce all’ottenimento di risultati migliori per un ecosistema più ampio.

“I risultati dimostrano che la pesca a strascico gestita in modo efficace e sostenibile è associata a regioni con uno stato del fondale marino buono”, ha detto Roland Pitcher.
Il professor Ray Hilborn dell’Università di Washington, Seattle, ha aggiunto che la ricerca ha dimostrato il potere della collaborazione globale per la ricerca sulla pesca.
“Riunendo questi dati provenienti da 24 grandi regioni marine del mondo, siamo in grado di stabilire relazioni statistiche fondamentali tra le attività di pesca a strascico, gli impatti e lo stato dell’ecosistema, comprese le implicazioni delle scelte degli attrezzi da traino e delle distribuzioni spaziali dell’intensità delle reti da traino”, ha detto Hilborn.
Questa ricerca è un passo fondamentale per procedere verso una stima complessiva dell’impatto globale della pesca a strascico e comprendere i passaggi necessari per migliorare la gestione della pesca, ridurre lo sfruttamento, migliorare la sostenibilità degli stock e lo stato dell’ambiente del fondale marino.












