• HOME
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
giovedì 17 Settembre, 2026
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home Pesca

Schiavitù nel settore ittico. Come risolverla?

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
17 Ottobre 2016
in Pesca

Un equipaggio lasciato in balia di se stesso a 70 miglia nautiche al largo della costa della Guinea, Africa occidentale, su un’imbarcazione vecchia, senza apparecchiature radio e sistemi di sicurezza. Questa è solo una sconvolgente storia di un’industria della pesca globale che è piena di episodi di abusi, omicidi e schiavitù.

Lo sfruttamento dei diritti umani nel settore del pesce è una tragedia che è stata documentata da un decennio. La storia della barca abbandonata risale al 2006; mentre un sondaggio delle Nazioni Unite  risalente al 2009 ha rilevato che quasi due terzi degli imbarcati a bordo dei pescherecci tailandesi, ha riferito di aver visto un compagno di lavoro assassinato. In pochi casi fortunati, le persone sono state salvate, come ad esempio i membri dell’equipaggio birmano trovati prigionieri in gabbie lo scorso anno in Indonesia. Questa crisi umana al centro del settore ittico è stata l’argomento di una discussione, ospitata dal Guardian e supportata da Seafish, un ente governativo non ministeriale, presieduta dal giornalista del Guardian Annie Kelly.

Per la Thailandia, la questione è diventata più acuta lo scorso anno, quando l’UE ha minacciato con un divieto il commercio sulle importazioni di pesce, qualora non avessero affrontato gli abusi. Un divieto in tutta l’UE potrebbe costare al paese 1 miliardo di dollari in un anno. Le aziende e i rivenditori legati alla schiavitù tramite loro catene di approvvigionamento, tra cui Tesco e Aldi, sono state sollecitate a boicottare le esportazioni del paese.

“Non ho mai assistito a nulla di lontanamente simile a quello che stava succedendo in Thailandia” ha dichiarato Steve Trent, co-fondatore della Environmental Justice Foundation. “Questi non erano casi isolati. È una prassi nel settore ittico “
Trent riconduce la portata del problema a una cattiva cultura dell’adempimento delle leggi in Thailandia e alla vulnerabilità intrinseca della forza lavoro impegnata nella pesca; il 90% sono immigrati, molti dei quali sono stati vittima della tratta che si sviluppa nel paese

Thai Union, il più grande esportatore di tonno al mondo e proprietario del marchio John West, è uno di quelli che avrebbero beneficiato dell’uso del lavoro illegale. Essa sostiene di aver terminato le relazioni con 17 fornitori a causa del lavoro forzato o violazioni del traffico di esseri umani a partire dall’inizio del 2015. Ma il direttore sostenibilità dell’azienda, Darian McBain, ha detto che il boicottaggio in Thailandia raggiungerebbe pochi risultati. “Le aziende potrebbero approvvigionarsi da un altro paese che non usa schiavi nella loro catena di rifornimento, ma mi piacerebbe sapere che paese. Questo è un problema che si verifica in tutto il settore della pesca di tutto il mondo “.

Rimanendo in Thailandia, le aziende possono avere più impatto, ha detto Libby Woodhatch, head of advocacy di Seafish. “Le aziende godono del potere d’acquisto collettivo per fare la differenza e garantire che i regolamenti vengano applicati”, ha riferito.

Dalla pubblicazione delle prove schiaccianti da parte del Guardian e Associated Press, le multinazionali, tra cui Nestlé e Union Thai, hanno ammesso apertamente dei problemi con il lavoro legato agli schiavi e degli abusi dei diritti umani nelle loro catene di approvvigionamento.

McBain vede poco beneficio in questa trasparenza. “Ci sono un sacco di aziende di cui non avete mai sentito parlare che si occupano di prodotti ittici. Questo non vuol dire che sono più trasparenti nelle loro catene di fornitura o che investano di più in queste, solo non avete mai sentito parlare di loro,” ha affermato. “Alcune delle leggi degli Stati Uniti, come la legge per la Trade Facilitation and Trade Enforcement Act in realtà rende più cauti su quello che si comunica sulla catena di fornitura, piuttosto che favorire il dialogo trasparente.”
Per l’avvocato dei diritti umani ed esperta delle Nazioni Unite sul traffico di persone, Parosha Chandran, non è la copertura dei media quello di cui le aziende dovrebbero preoccuparsi ma piuttosto dovrebbero focalizzare l’attenzione sulle singole vittime della schiavitù o delle violazioni dei diritti umani. Mentre il Modern Day Slavery Act nel Regno Unito non prevede rimedi civili per coloro che sono stati abusati.

Negli Stati Uniti, i casi contro Nestlé e Costco hanno fallito. Ma una causa intentata per conto dei pescatori cambogiani reclutati per lavorare in Thailandia e depositata nei confronti di quattro società, tra cui presunti fornitori di Wal-Mart, potrebbe costituire un precedente di successo.

Uno dei principali ostacoli attualmente è la difesa dei lavoratori nel settore ittico, soprattutto quelli che lavorano sulle barche. “Si tratta di una comunità incredibilmente vulnerabile. A meno che non si instaura un sistema che permetta alle vittime di sentirsi al sicuro e incoraggiati a farsi avanti, ci sarà un grande vuoto nel portare le aziende rendere il conto”, ha continuato Chandran.

Mentre gran parte del problema è stato osservato in Thailandia, Trent ha sottolineato che si potrebbero riscontrare violazioni dei diritti umani su scala individuale nel Regno Unito, in Francia o in Spagna. In risposta, Seafish ha aggiunto clausole sui diritti umani al suo schema di certificazione per i pescatori. Sostenuta da controlli di terze parti, il Responsible Fishing Scheme (RFS) ha lo scopo di dare agli operatori dell’imbarcazione la possibilità di dimostrare l’eventuale violazione su gli equipaggi, così come l’adesione a metodi di cattura sostenibili, afferma Woodhatch.

Un certo numero di rivenditori del Regno Unito, tra cui Marks & Spencer, si stanno impegnando per garantire che tutti i loro fornitori sono certificati RFS. Tuttavia, un ex revisore dei conti del settore tra il pubblico ha criticato l’idea di coinvolgere solo il capitano, come parte del processo di revisione, piuttosto che interpellare i membri ordinari dell’equipaggio. Trent si è mostrato d’accordo.
Woodhatch ha replicato che stanno lavorando per incorporare le interviste all’equipaggio in future revisioni dello schema di valutazione.

CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Acquacoltura. La Cina investe sull’allevamento di salmone

Prossimo articolo

Acquacoltura. Nuovo ingrediente alimentare a base di frutta secca

Mariella Ballatore

Mariella Ballatore

Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

Articoli Correlati

revisione della Politica comune della pesca

Politica comune della pesca, Strasburgo chiede una revisione mirata

by Davide Ciravolo
17 Settembre 2026

Il Parlamento europeo chiede una revisione "ambiziosa, mirata e tempestiva" della Politica comune della pesca. Gli obiettivi di sostenibilità restano...

Federpesca politiche UE pesca

Federpesca: bene il riconoscimento di von der Leyen, ma l’UE cambi rotta nelle politiche per la pesca

by Redazione
17 Settembre 2026

Federpesca accoglie positivamente il riconoscimento espresso da Ursula von der Leyen ai pescatori di Francia, Italia e Finlandia per la...

quote di pesca UE-Mauritania

Accordo UE-Mauritania: quote sottoutilizzate, ma la flotta dei crostacei ha poche alternative

by Mariella Ballatore
16 Settembre 2026

L’accordo di pesca tra Unione europea e Mauritania risulta sovradimensionato nel suo volume complessivo, ma non per tutte le attività....

Kadis e la pesca italiana

Kadis e la pesca italiana, il valore dell’ascolto si misura nelle decisioni

by Mariella Ballatore
14 Settembre 2026

La visita di Costas Kadis in Sicilia porta il Commissario europeo dentro alcuni dei nodi più complessi della pesca mediterranea....

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.







Articoli più letti

  • 10 pesci costosi e prelibati
  • Le specie di sarago del Mediterraneo
  • Pesci con più e meno mercurio
  • Molva, una ricchezza del Mare del Nord
  • Molluschi bivalvi: descrizione e caratteristiche
  • Congelare il tonno in scatola
  • Gattuccio e palombo, gli squali buoni da mangiare
  • Triglia: caratteristiche e proprietà nutrizionali
  • Mangiare il tonno crudo: vantaggi e pericoli
  • Sgombro e lanzardo, pesce azzurro per il cuore
Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura. In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

Newsletter

Categorie

  • News Ittico
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Associazioni di categoria
  • Sindacati
  • ONG
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas
  • Nutrizione e salute
  • Approfondimenti
  • Chi siamo
  • Policy editoriali
  • Partner
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Mappa del sito

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits

Pesceinrete
Gestisci Consenso

Usiamo cookie tecnici per far funzionare il sito, e cookie statistici (anche di terze parti) per capire come viene usato e migliorarlo. Puoi accettare tutto, rifiutare tutto o scegliere quali attivare — restando comunque libero di navigare senza restrizioni.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Personalizza
  • {title}
  • {title}
  • {title}
  • Home
  • Nutrizione e salute
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits