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Home Nutrizione e salute

Gattuccio e Palombo: gli squali “buoni” da mangiare

Nel video Roberto Gorgone ci mostra come riconoscere Gattuccio e Palombo freschi

Roberto Gorgone by Roberto Gorgone
13 Ottobre 2020
in Nutrizione e salute, Pesca, Pesce x Pesce, Video

Il gattuccio (Scyliorhinus canicula) e il palombo (Mustelus mustelus) sono due piccoli squali commestibili del Mediterraneo, entrambi senza spine e venduti spellati. Il gattuccio ha carne magra (circa 110 kcal per 100 g) con la sola lisca centrale; il palombo è ricco di omega-3, vitamina D e iodio (130 kcal per 100 g). Considerati “pesce povero”, costano 10-12 € al kg. Il palombo grande può accumulare mercurio ed è specie a rischio.

Pesci comuni nella nostra dieta sono anche gli squali, in particolare due specie: il Gattuccio e il Palombo.
Il Gattuccio, venduto fresco e necessariamente spellato, è un pesce senza spine, escluso la lisca centrale, adatto anche per bambini ed anziani; presenta un modesto apporto di grassi ed un discreto apporto proteico, per 100 grammi di prodotto fresco circa 110 kcal.

Del Palombo, venduto fresco o sotto sale (sempre spellato), ”non si butta via niente”, le sue pinne vengono destinate alla preparazione della famosa “zuppa di pinne di squalo” cinese, le cartilagini servono per la produzione di integratori per le articolazioni; e infine tutti gli scarti vengono trasformati in farina di pesce (alimentazione animale o fertilizzante), e dal fegato viene estratto olio di pesce. Anche il Palombo è senza spine.

Il Palombo possiede ottime caratteristiche nutrizionali con un apporto di colesterolo non eccessivo. Anche se non è un “pesce azzurro” contiene ugualmente buone dosi di acidi grassi semi essenziali omega 3 EPA e DHA; sono notevoli anche le concentrazioni di vitamina D e iodio. Unica nota negativa: il Palombo, se di grosse dimensioni, ha la tendenza ad accumulare mercurio e metilmercurio. Pesce magro e poco energetico 130 kcal per 100 grammi.

Il Gattuccio e il Palombo sono considerati “pesce povero” tanto che è possibile trovarli sui banchi di vendita al dettaglio 10/12 euro al chilogrammo. Anche tra le specie nostrane il valore cambia molto da pesce a pesce: lo si vede bene imparando come riconoscere i saraghi, dai più pregiati ai meno richiesti.

Il Gattuccio – Scyliorhinus canicula 

Il Gattuccio (Scyliorhinus canicula ) è uno squalo appartenente alla famiglia Scyliorhinidae.

Gattuccio - Scyliorhinus canicula 
Gattuccio – Scyliorhinus canicula 
Fonte: Wikipedia

Distribuzione e habitat

È uno dei Selaci più abbondanti dell’Atlantico nord – orientale e del Mediterraneo. Vive prevalentemente su fondali sabbiosi o fangosi da pochi metri fino a 400 m di profondità.

Descrizione

Il corpo è allungato, la testa appuntita, gli occhi a taglio e la coda presenta due lobi, quello superiore più sviluppato dell’inferiore. La colorazione è molto particolare in quanto presenta uno sfondo beige chiaro con macchie più scure. Difficilmente raggiunge lunghezze superiori a 100 cm. Presenta 5 fessure branchiali laterali.

Alimentazione

Il Gattuccio è considerato una specie opportunista, che si nutre di una vasta gamma di prede, come ad esempio molluschi, echinodermi, policheti, crostacei. Tuttavia, crostacei e pesci sono il cibo principale. Le preferenze alimentari cambiano con l’età: i più giovani preferiscono piccoli crostacei, i più vecchi preferiscono paguri e molluschi.

Riproduzione

È una specie ovipara: la femmina, dopo essere stata fecondata, depone tra i rami delle gorgonie alcuni astucci ovarici dalla forma tipica (i borsellini della sirena) dove l’embrione si sviluppa autonomamente.

Pesca

È una specie ampiamente pescata con le reti a strascico e con i palamiti, e commercializzata in tutta Europa; in Italia è apprezzata soprattutto in Adriatico (a Bari è chiamato “gattodde” mentre nel Veneziano “cagnol”) e in Sardegna, dove nel sud è utilizzata per preparare il tradizionale antipasto “burrida”.

Il Palombo – Mustelus mustelus

Il Palombo (Mustelus mustelus), conosciuto anche come Palombo comune o Palombo liscio, è uno squalo non pericoloso per l’uomo appartenente alla famiglia Triakidae.

Palombo - Mustelus mustelus
Palombo – Mustelus mustelus

Distribuzione e habitat

Questa specie vive in Oceano Atlantico orientale, al largo delle Isole britanniche e della Francia fino al Sudafrica, compreso il Mar Mediterraneo, il Mar Adriatico, Madera e le Isole Canarie, a una profondità compresa tra i 5 e i 600 metri

Descrizione

Il Palombo ha una colorazione uniforme grigia sul dorso e biancastra sul ventre. Possiede 2 pinne dorsali, la coda ha il lobo inferiore meno sviluppato del superiore. Presenta 5 fessure branchiali laterali, muso affusolato con il cranio appiattito e bocca, piuttosto ampia, caratterizzata da una dentatura da predatore non troppo sviluppata, i denti  risultano smussati, appiattiti e asimmetrici, con una piccola punta centrale. Può raggiungere i due metri di lunghezza ma sono comunemente pescati esemplari di 100 cm circa. Nelle isole britanniche è conosciuto come “merluzzo di scoglio”. Curiosamente, anche un’altra specie viene spesso accostata al merluzzo: la molva del Mare del Nord, talvolta venduta come baccalà.

Alimentazione

Il palombo si nutre principalmente di crostacei, cefalopodi e aringhe.

Riproduzione

È viviparo e gli embrioni hanno una placenta vitellina. L’accoppiamento avviene in primavera e la gravidanza dura 10-11 mesi. Si tratta di uno degli squali vivipari, ovvero che non depongono le uova bensì partoriscono i cuccioli a 4 a 15 .

Pesca

Viene catturato con la pesca a strascico e palangari in profondità e con grosse imbarcazioni. Disponibile tutto l’anno in particolare tra luglio e novembre. Il Palombo è una specie a rischio estinzione.

Tags: gattucciogattuccio palombo squaliGattuccio Scyliorhinus caniculapalomboPalombo Mustelus musteluspescepesce frescosettore ittico
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Roberto Gorgone

Roberto Gorgone

Biologo marino e biologo nutrizionista Roberto Gorgone è biologo marino e biologo nutrizionista. Per Pesceinrete firma contenuti dedicati alle specie ittiche, alla nutrizione, all’acquacoltura, alla qualità del prodotto e alla divulgazione scientifica. Il suo contributo aiuta a raccontare il pesce con rigore, chiarezza e attenzione al rapporto tra mare, alimentazione e salute.

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