Ormai è assodato che il pesce pescato nei nostri mari contiene una consistente quantità di mercurio, tanto che il pescato che arriva sulle nostre tavole è la principale fonte di assunzione di mercurio per l’organismo umano.
Cosa fare, allora, per non venire a contatto con dosi eccessive di tale metallo, nocive per la nostra salute? Soluzione poco plausibile è quella di eliminare il consumo di prodotti ittici dal quotidiano regime alimentare. Al contrario invece, è bene compiere delle scelte attente e consapevoli, acquistando via via specie ittiche diverse tra loro. Il pesce, del resto, resta un alimento prezioso, e per sfruttarne al meglio le proprietà conviene non scartare nemmeno le parti che di solito si eliminano: abbiamo spiegato perché la pelle del pesce fa bene ed è ottima per la salute. Intuitivamente è vantaggioso comprare pesci di taglia più piccola: una maggiore età corrisponde infatti a una prolungata esposizione al mercurio.
Questo metallo ha effetti dannosi sul nostro sistema nervoso, talmente rilevanti che l’Unione Europea ne ha fissato i limiti massimi di concentrazione (0,5 milligrammi per ogni kilogrammo di pesce, 1 milligrammo per specie come pesce spada, scorfano, branzino, tonno e altre). Tra le varietà ittiche che contengono meno mercurio e sono quindi più indicate per la nostra dieta quotidiana si piazzano ai primi posti gamberi, pesce persico e telline. Subito a seguire troviamo branzino, salmone, ostriche, calamari, sardine, trote, merluzzi, aragoste. Tra le scelte più sicure rientra anche il pesce azzurro di piccola taglia: sgombro e lanzardo, pesce azzurro utile al cuore, uniscono un basso tenore di mercurio a un buon apporto di omega 3.
Ogni medaglia, si sa, ha anche una seconda faccia, e se ci sono specie ittiche a scarso contenuto di mercurio, altre invece ne sono colme. Come ad esempio il tonno, ricco di omega 3 ma con 0,40 milligrammi di metallo pesante al kilo. Proprio per questo contenuto di mercurio il tonno richiede qualche attenzione in più, soprattutto da crudo: ne abbiamo parlato nell’approfondimento sui benefici e pericoli del tonno crudo. Sullo stesso livello sono la cernia e il pesce in spada, tra i più consumati.









