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Home Pesca

Pesca. Uilapesca, puntiamo a cambiare le cose che non vanno

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
21 Dicembre 2016
in Pesca

“Assurdo che pesca e agricoltura non siano considerate attività usuranti. Scandaloso che aumentino lavoratori sfruttati e nuove schiavitù. Noi della Uila puntiamo a questo: a cambiare le cose che non vanno. Intanto, chiudiamo questo 2016 con la nuova legge per la lotta al caporalato nei campi. Ora, contro la pesca illegale, vogliamo ottenere lo stesso risultato”. Questo uno dei passaggi chiave dell’intervento del segretario generale Uila, Stefano Mantegazza, a Palermo nella Sala delle Lapidi di Palazzo delle Aquile per la presentazione della ricerca UilaPesca-Cres su “Pesca illegale e lavoro decente” con un evento in memoria di Gaetano Pensabene, l’ex segretario regionale della Uila scomparso esattamente un anno fa.

Mantegazza, che non ha nascosto la sua commozione nel ricordare Pensabene, s’è pure soffermato sull’impiego dei fondi a sostegno del settore ittico: “Le risorse disponibili, innanzitutto quelle europee, oggi non vengono usate al meglio. Non possiamo permettercelo. Siamo impegnati a valorizzare il ruolo delle comunità locali, perchè siano parte attiva e responsabile nel confronto con le istituzioni in un processo di sviluppo che sia indirizzato a migliorare sicurezza e qualità della vita per i lavoratori e per le loro famiglie”.

Presenti il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l’assessore Sergio Marino, i deputati Giuseppe Castiglione – sottosegretario di Stato alla Pesca nel governo Renzi – e Laura Venittelli, componente della Commissione agricoltura, Mariaeleonora D’Andrea della task force FAO su “Decent work e protezione sociale”, il capo reparto Pesca marittima del Ministero, l’ammiraglio Pietro Verna, l’assessore regionale all’agricoltura Antonello Cracolici e il dirigente del Dipartimento regionale Pesca, Dario Cartabellotta, oltre ai segretari generali di Uil, Uila e Uilapesca Sicilia Claudio Barone, Nino Marino e Tommaso Macaddino, il convegno è stato presieduto dalla segretaria generale UilaPesca, Enrica Mammucari.

E’ stato il segretario nazionale dell’organizzazione, Fabrizio De Pascale, a esporre i contenuti della ricerca “negli ultimi giorni di questo 2016, che è l’anno della svolta perchè per la prima volta a livello internazionale, in una riunione promossa il 21 novembre dalla Santa Sede nella sede della Fao, è stato riconosciuto il legame tra pesca illegale e violazione dei diritti dei pescatori“. “Oggi – ha aggiunto De Pascale – sembra più vicino il raggiungimento dell’obiettivo fissato da Agenda 2030, cioè porre termine alla pesca illegale entro il 2020 e, aggiungiamo noi, entro quella data estirpare la mala pianta dello sfruttamento illegale del lavoro. Per fare questo, però, sarà fondamentale coinvolgere maggiormente i pescatori e le loro organizzazioni perché, senza consultazione né condivisione, si sentiranno sempre defraudati di quello che considerano il loro diritto alla pesca e vittime di misure che ritengono sbagliate o ingiuste, emanate da autorità lontane e insensibili alle loro istanze”.

Proprio per favorire “consultazione e condivisione”, la UilaPesca ha ospitato nella riunione a Palazzo delle Aquile un “fuori programma” costituito dall’intervento di Giovanni Lo Coco. Il rappresentante dell’associazione Marinerie d’Italia ha contestato le quote europee sulla pesca di pesce spada e tonno, ma soprattutto ha lanciato “un appello a tutte le istituzioni perchè lascino parlare e ascoltino i lavoratori del settore, ormai alla fame”.

A Lo Coco, che non ha escluso la possibilità di uno sciopero generale, la risposta di Giuseppe Castiglione: “Il dialogo di questi anni ha prodotto risultati, come la variazione del periodo di fermo biologico. Il decreto sulle quote-pesca, poi, è migliorabile ma non tutela le multinazionali”.

In precedenza, Laura Venittelli aveva sottolineato le “innovative misure contenute nella Finanziaria 2017 per mettere in sicurezza i lavoratori della pesca garantendo a loro e alle loro famiglie un reddito nei casi di arresto temporaneo di attività”.

Sull’uso dei fondi comunitari – “già per metà impiegati, quelli della nuova programmazione” – sono invece arrivate assicurazioni dall’assessore regionale Antonello Cracolici, mentre Dario Cartabellotta ha sottolineato “il progresso determinato dal riconoscimento della pesca artigianale con un decreto firmato proprio dal sottosegretario Castiglione”.

Infine, l’ammiraglio Verna ha ricordato la “strada maestra” del dialogo utilizzata dalle Capitanerie di Porto per giungere alle proprie determinazioni e Maria Eleonora D’Andrea evidenziato la crescente attenzione della Fao per la pesca. A Gaetano Pensabene un ricordo anche nelle parole di Tommaso Macaddino e Nino Marino. Il segretario regionale di Uila Sicilia, peraltro, ha parlato di “progetti, tutele, servizi e consulenza legale” che il sindacato Uil di categoria sta mettendo in campo “per essere sempre più vicino ai lavoratori del mare e alle loro famiglie”.

Tags: pesca illegale
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Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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