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Home Pesca

Mazara del Vallo. Attacchi libici e inagibilità del porto mortificano la pesca

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
19 Gennaio 2017
in Pesca

A Mazara del Vallo criticità attanagliano il settore della pesca su più fronti. Uno è quello relativo alla mancata escavazione del porto canale della città, l’altro è un problema storico riportato alla cronaca da un fatto recente che ha visto il peschereccio “Principessa Prima” mitragliato da soldati libici.

Sono stati attimi drammatici quelli del 16 gennaio scorso per i sette membri dell’equipaggio del “Principessa Prima”, tutti fortunatamente rimasti illesi, quando a 20 miglia dalle coste di Bengasi e Derna sono stati avvicinati e attaccati a colpi di mitraglietta da miliziani libici. Lo stesso equipaggio è però riuscito a scongiurare il peggio evitando un possibile sequestro.

“Insopportabile che la vita dei pescatori venga messa a repentaglio da questi atti di pirateria, per una ‘guerra del pesce’ lunga ormai più di 50 anni”, a dirlo il Presidente del Distretto Produttivo della Pesca e Crescita Blu, Giovanni Tumbiolo.

Questo è solo l’ultimo, in ordine di tempo, tra gli episodi che hanno visto coinvolte imbarcazioni mazaresi e siciliane in attacchi e sequestri da parte di autorità libiche. Come se questi spiacevoli avvenimenti non bastassero, ad aggravare il malcontento del locale comparto ittico c’è l’infinta questione del dragaggio del porto canale cittadino, la cui mancata attuazione ha messo in ginocchio l’economia ittica. In merito, lo scorso 18 gennaio, presso la sede del Distretto Pesca e Crescita Blu, si è svolta una riunione tecnica finalizzata alla ricerca di soluzioni al problema; i lavori per l’escavazione, seppur aggiudicati da mesi alla ditta messinese Ecol2000, non sono iniziati a causa del parere negativo dell’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente allo sversamento dei materiali prelevati nella cosiddetta “colmata B”.

Alla animata riunione, promossa dal Coordinamento Territoriale Filiera Ittica Mazara (Confederazione Imprese Pesca-Federpesca, Distretto   Produttivo   della Pesca, Co.Ge.P.a.  Mazara, Federazione Imprese Pesca Mediterranea-Coldiretti, Fiume Mazaro-UNCI  Pesca, O.P. Il Gambero e la Triglia del Canale, FAI-CISL,FLAI-CGIL,  UILA-UIL), hanno partecipato i rappresentanti della Ecol2000 (il titolare Giuseppe Micali ed i tecnici Daniele Andronico e Aurelio Micali), il Vice sindaco della Città di Mazara del Vallo, Silvano Bonanno, il responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune, arch. Alberto Ditta, e appunto i rappresentanti della Filiera Ittica mazarese. Nel corso della riunione, preceduta da un sopralluogo presso il porto da parte dei tecnici della Ditta messinese, sono state prospettate soluzioni alternative allo sversamento del materiale prelevato attraverso i lavori di escavazione. Si attendono adesso sviluppi da parte dei progettisti e dalla Stazione Appaltante (il Commissario regionale per il Rischio Idrogeologico) in merito alle interlocuzioni con l’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente. Nel frattempo continua lo stato di agitazione della marineria e ciò fin quando non si avvieranno i lavori di escavazione del porto canale. In caso di ritardi –hanno avvertito i rappresentanti degli armatori e lavoratori- non si escludono clamorose iniziative frutto queste della rabbia che cova da anni negli ambienti della pesca di Mazara del Vallo.   

Tags: pescasettore ittico
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Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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