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Home Sostenibilità

Our Ocean. WWF presente con partner aziendali impegnati nella pesca sostenibile

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
6 Ottobre 2017
in Sostenibilità

“Le foreste sono il polmone verde del nostro pianeta, ma gli oceani sono il suo cuore azzurro. È ora compito di tutti noi assicurare che questo cuore azzurro continui a battere”, Karmenu Vella, il Commissario Europeo per l’Ambiente, gli Affari marittimi e la Pesca, spiega cosi il tema clou della conferenza Our Ocean che si è aperta ieri (i lavori si concludedarnno oggi) a Malta, nel cuore del Mediterraneo, ospitata dall’Unione Europea. Si tratta della quarta conferenza di una serie inaugurata nel 2014 dal Segretario di Stato USA, John Kerry, per spronare i leader mondiali a rispondere alla crisi degli oceani, offrendo impegni di alto livello su inquinamento, eccessivo sforzo di pesca, cambiamento climatico e distruzione delle coste  e trasformando le sfide future in un’opportunità per la cooperazione, l’innovazione e l’imprenditoria.

Focalizzata geograficamente su Mar Mediterraneo, Atlantico e Oceano Indiano, l’Our Ocean Conference di quest’anno vedrà rappresentanti dei ministeri dell’ambiente e degli affari esteri dei governi del mondo, organizzazioni no-profit, fondazioni per la conservazione e imprese, annunciare impegni su sei temi: aree marine protette, cambiamenti climatici, pesca sostenibile, inquinamento marino, economia blu sostenibile e sicurezza marittima. La conferenza avrà un focus importante sull’ingaggio del settore privato. E anche quest’anno WWF è presente con una delegazione per spronare governi e aziende a prendere impegni sfidanti sul mare, ma anche per assicurare la loro effettiva implementazione, continuando a sottolineare la necessità di  un processo chiaro e trasparente per il raggiungimento dell’obbiettivo di sviluppo sostenibile n.14 sugli oceani.

GLI APPUNTAMENTI DEL WWF ALLA CONFERENZA “OUR OCEAN”
In partenariato con la Commissione Generale per la Pesca in Mediterraneo e altre ONG, verrà annunciato l’avvio di un lavoro che durerà 5 anni per trasformare la pesca artigianale nel Mediterraneo e per promuovere una pesca artigianale sostenibile e inclusiva. Il WWF sarà anche presente a fianco di vari partner aziendali che dichiareranno il loro impegni sui temi della pesca sostenibile, dell’inquinamento, del turismo e dell’economia blu sostenibile. Tra le richieste portate avanti, il WWF spronerà governi e aziende ad adottare i suoi principi per un’economia blu sostenibile, assicurare l’ingaggio di comunità costiere, donne e  giovani nella gestione delle risorse, al fine di migliorare la gestione della pesca industriale, accelerare  il processo verso il raggiungimento del target Aichi 11 e dell’SDG14, ridurre le emissioni di gas serra e la produzione di plastiche e microplastiche.

WWF ospiterà anche due eventi sul tema della lotta alla pesca illegale e sulla pubblicazione del report “Rilanciare l’economia del Mediterraneo: azioni per un futuro sostenibile”, occasioni preziose per fornire concrete raccomandazioni per azioni immediate sugli oceani sul Mare Nostrum in particolare.   Durante la conferenza, i partecipanti del settore pubblico e privato sono chiamati ad un impegno nel promuovere azioni mirate a proteggere l’ambiente marino in sei aree: aree marine protette (MPA), cambiamento climatico, pesca sostenibile, inquinamento marino, economia Blu sostenibile e sicurezza marittima. Il WWF parteciperà alla Conferenza con una propria delegazione e condividerà il proprio impegno e presenterà gli impegni di alcuni dei suoi partner. Tra questi, sarà presente anche Bolton Alimentari, azienda leader in Europa nel mercato del tonno, impegnata con WWF in una partnership volta al miglioramento della sostenibilità dell’approvvigionamento, della trasparenza e della tracciabilità, allo scopo di contribuire alla salvaguardia degli Oceani.

5 RICHIESTE DEL WWF ALLA CONFERENZA CLIMA: 

Incoraggiare maggiore riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in linea con l’accordo di Parigi per ridurre i potenziali impatti sugli ecosistemi marini vulnerabili, tra cui le barriere coralline, le regioni polari e le zone costiere sottoposte al processo di acidificazione, riscaldamento e aumento del livello del mare.

COMUNITÀ: Garantire l’efficace coinvolgimento delle comunità costiere, delle donne, delle popolazioni locali, delle giovani generazioni e di tutte le parti interessate nella progettazione e protezione delle risorse condivise.

HABITAT: Aumentare la resilienza costiera proteggendo gli habitat critici per la pesca, le risorse turistiche locali e garantire la protezione costiera (“disaster insurance”) a sostegno delle comunità locali, della sicurezza alimentare e dei mezzi di sussistenza, con l’obiettivo di conservare almeno il 30% degli habitat critici (in particolare le piccole attività di pesca nelle zone costiere) e la biodiversità.

GESTIONE: Realizzare un’efficace gestione basata sugli ecosistemi delle attività di pesca per offrire mari sani e comunità resilienti, ad esempio, migliorando la selettività della pesca ed eliminare i metodi di pesca distruttivi su specie vulnerabili; migliorare il monitoraggio, controllo e applicazione per ridurre la pesca illegale e garantire la sostenibilità della pesca.

SOSTENIBLITÀ: Adottare un accordo globale efficace per vietare i sussidi perversi alla pesca.

STOP PLASTICA: ridurre la produzione e l’uso di materie plastiche e microplastiche e garantire riciclaggio e impianti di riciclo dei rifiuti per garantire che le materie plastiche e le microplastiche non finiscano in mare.

 

Tags: Inquinamento marinoOur Ocean
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Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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