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La pesca al centro del Patto UE per gli oceani, l’appello del settore

Il futuro della pesca europea passa per il Patto UE sugli oceani. Settore in prima linea per sostenibilità e sovranità alimentare, ma servono politiche chiare e supporto finanziario.

Tiziana Indorato by Tiziana Indorato
24 Gennaio 2025
in Associazioni di categoria, In evidenza, News, Pesca, Sostenibilità
La pesca al centro del Patto UE per gli oceani, l’appello del settore

La pesca al centro del Patto UE per gli oceani, l’appello del settore

La pesca al centro del Patto UE per gli oceani, l’appello del settore – Il futuro della pesca europea si gioca su un equilibrio delicato tra sostenibilità, economia blu e politiche comunitarie. Durante un’udienza pubblica del Comitato economico e sociale europeo (CESE), Tim Heddema, vicepresidente di Europêche, ha ribadito l’importanza di garantire alla pesca un ruolo chiave nel Patto UE per gli oceani, l’iniziativa politica lanciata dalla presidente Ursula von der Leyen che verrà presentata alla terza conferenza ONU sugli oceani a giugno 2025.

Il settore ittico rappresenta un pilastro per la sovranità alimentare dell’UE, contribuendo a diete sane, alla tutela degli ecosistemi marini e al sostentamento delle comunità costiere. Tuttavia, il 70% dei prodotti ittici consumati in Europa proviene dall’estero. Secondo Heddema, il Patto UE per gli oceani deve colmare questo divario produttivo, garantendo che i prodotti ittici importati rispettino gli stessi standard di sostenibilità richiesti alla flotta europea.

L’industria ittica dell’UE ha già compiuto passi significativi nella riduzione dell’impatto ambientale, abbattendo del 52% le proprie emissioni e investendo in tecnologie innovative, come attrezzi da pesca avanzati e motori a basso consumo energetico. Nonostante ciò, le comunità di pescatori devono affrontare sfide sempre più gravose: crisi energetica, Brexit, regolamentazioni complesse e difficoltà di ricambio generazionale.

Un nodo cruciale è la pianificazione dello spazio marittimo, che deve garantire la coesistenza equilibrata tra la pesca e altri settori marittimi emergenti, come l’eolico offshore. Per Europêche, i pescatori devono avere un posto al tavolo decisionale per tutelare le zone di pesca tradizionali ed evitare impatti socio-economici negativi.

La governance degli oceani deve rafforzarsi per garantire una concorrenza equa e un adeguato supporto finanziario al settore. Il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEMFAF) attuale non è sufficiente a sostenere gli investimenti necessari in decarbonizzazione, innovazione e competitività. Inoltre, il recente taglio di 105 milioni di euro al budget 2025-2027 rischia di compromettere gli obiettivi di sostenibilità promossi dall’UE.

Europêche chiede un’azione politica concreta per valorizzare il settore come asset strategico per l’Europa. Il Patto UE sugli oceani dovrà promuovere politiche di adattamento, semplificare la burocrazia e migliorare l’attrattività della pesca come settore professionale moderno e sostenibile. L’impegno dei pescatori nella raccolta dati per la gestione scientifica delle risorse marine e nei programmi di pesca per i rifiuti è una dimostrazione di quanto il comparto sia già attore chiave nella protezione dell’ambiente marino.

La partita è aperta: l’UE dovrà decidere se riconoscere alla pesca il ruolo che merita nel futuro della blue economy europea o se continuare a dipendere dalle importazioni, lasciando le comunità costiere senza risposte adeguate alle loro esigenze.

La pesca al centro del Patto UE per gli oceani, l’appello del settore

Tags: comunità costiereEconomia blu sostenibileEuropean Oceans Pactoceani e sostenibilitàpesca e innovazionepesca europeaPolitiche UE per la pescasovranità alimentare Ue
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