A 21 giorni dal dossier UNCI AgroAlimentare, il quadro della pesca mostra nuovi segnali sul credito, sul sostegno alle imprese e sulla modernizzazione della flotta. Il nodo ancora aperto è raccordare questi strumenti in una strategia realmente utilizzabile dalle imprese.
Lo scorso 17 settembre UNCI AgroAlimentare ha portato direttamente all’attenzione del ministro Francesco Lollobrigida, del sottosegretario Patrizio La Pietra e della direttrice generale della Pesca marittima e dell’Acquacoltura Graziella Romito un dossier dedicato all’emergenza carburanti e alla transizione della flotta.
La lettera partiva dalla pressione esercitata dai costi energetici sulle imprese, ma allargava subito il campo. L’obiettivo indicato da UNCI AgroAlimentare non era limitarsi a un sostegno emergenziale, bensì costruire condizioni che consentissero alla pesca di affrontare anche il problema strutturale dell’efficienza e dell’ammodernamento delle imbarcazioni.
La proposta metteva insieme tre direttrici: utilizzo delle risorse europee per gli investimenti sulla flotta, una linea di credito agevolata dedicata al settore e una leva fiscale capace di accompagnare la parte dell’investimento rimasta a carico delle imprese.
Letto oggi, 8 ottobre, quel dossier offre soprattutto una chiave per fare il punto.
Ventuno giorni dopo il quadro si è mosso
Sul piano nazionale il segnale più recente riguarda il credito.
Il 5 ottobre il MASAF ha annunciato la Cambiale Azzurra, un nuovo strumento di credito agevolato destinato alle imprese della pesca e dell’acquacoltura, con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro.
È un segnale rilevante soprattutto per la direzione che indica: liquidità e accesso al credito entrano in modo più concreto tra le leve a disposizione del comparto.
Proprio il credito agevolato era una delle direttrici individuate da UNCI AgroAlimentare nel dossier del 17 settembre, insieme al sostegno agli investimenti sulla flotta e alla leva fiscale.
Anche sul fronte dei costi il quadro è avanzato. Il credito d’imposta sul carburante è arrivato alla fase di riconoscimento dei beneficiari il 22 settembre, offrendo un sostegno immediato a un comparto che continua a fare i conti con una forte esposizione alla componente energetica.
Parallelamente si è mosso il livello europeo.
Il 21 settembre la Commissione europea ha presentato una proposta di revisione del FEAMPA e degli interventi sulla flotta, con una maggiore apertura verso la sostituzione e l’ammodernamento dei motori e verso gli investimenti collegati alla transizione energetica.
Pochi giorni dopo, il confronto in Consiglio ha rafforzato questa direzione. Anche nella discussione sul sostegno europeo alla pesca per il periodo 2028-2034 la modernizzazione della flotta ha assunto un peso maggiore, mantenendo le necessarie salvaguardie sulla sostenibilità e sulla capacità di pesca.
Emergenza e futuro nello stesso orizzonte
Sono interventi differenti, con tempi e livelli istituzionali diversi.
Messi insieme, però, mostrano un quadro che sta progressivamente spostando l’attenzione da una sola domanda – come sostenere oggi le imprese davanti all’aumento dei costi – a una questione più ampia: come metterle nelle condizioni di investire per essere meno vulnerabili domani.
È qui che il dossier dell’Associazione conserva il suo elemento più interessante.
Il documento del 17 settembre aveva collegato il problema del carburante alla liquidità, la liquidità alla capacità di investimento e gli investimenti alla modernizzazione energetica della flotta.
In altre parole, non trattava l’emergenza come un tema isolato, ma provava a inserirla dentro un percorso.
A distanza di tre settimane non esiste ancora una risposta unica a quel percorso. Ma alcuni dei tasselli individuati allora sono diventati decisamente più visibili nell’agenda del settore.
Ora serve il raccordo
La questione centrale, a questo punto, non è aggiungere una nuova misura alle precedenti.
È fare in modo che gli strumenti possano funzionare insieme.
Per un armatore, credito, contributo pubblico e agevolazione fiscale acquistano valore soprattutto quando possono diventare parti dello stesso investimento. Occorre poter finanziare l’anticipazione, accedere alle risorse destinate all’ammodernamento e sostenere in maniera equilibrata la quota che rimane a carico dell’impresa.
È questo il passaggio che ancora separa una serie di interventi da una politica realmente strutturale.
Sul fronte europeo, inoltre, bisogna mantenere distinti due piani. La revisione del FEAMPA 2021-2027 è ancora dentro il percorso legislativo, mentre per il periodo 2028-2034 il futuro assetto del sostegno alla pesca resta parte di un negoziato più ampio.
La direzione appare però più aperta agli investimenti sulla flotta e alla transizione energetica. La sfida sarà tradurre questo orientamento in strumenti semplici e concretamente accessibili alle imprese.
Dalle singole misure a una strategia
Nel dossier UNCI AgroAlimentare indicava quattro risultati da perseguire: alleggerire l’esposizione della flotta ai costi energetici, proteggere lavoro e indotto, aumentare la capacità di utilizzare le risorse europee e accompagnare la transizione attraverso l’innovazione tecnologica.
Sono obiettivi che, 21 giorni dopo, restano pienamente sul tavolo.
Il credito ha oggi uno strumento dedicato. Gli interventi sui costi stanno dando sostegno alle imprese. L’Europa sta ampliando il confronto sulla modernizzazione della flotta e sulla transizione energetica.
Il tassello decisivo è adesso il collegamento tra questi elementi.
È in questo senso che il documento a firma del presidente nazionale, Gennaro Scognamiglio, mantiene oggi una forte attualità: aveva già messo insieme, dentro un’unica lettura, liquidità, capacità di investimento e futuro della flotta.
Ventuno giorni dopo, alcuni segnali si muovono lungo quelle direttrici.
Il passaggio successivo sarà capire se potranno convergere in una strategia capace non soltanto di accompagnare l’emergenza, ma di creare condizioni più solide per il futuro delle imprese della pesca.
















