
In occasione della settimana mondiale della tiroide (dal 23 al 27 maggio 2016), si torna a parlare dell’importanza di assumere settimanalmente almeno due porzioni di pesce. In Italia sono oltre 6 milioni le persone, di cui oltre il 15% e’ rappresentato dalla popolazione anziana, affette da patologie legate alla tiroide le cui cause sono dovute alla carenza di iodio, il cui giusto apporto può essere fornito attraverso un’alimentazione mirata. Fondamentale il consumo di prodotti ittici, il salmone non di allevamento in modo particolare, il branzino, il pesce azzurro e i pesci piccoli. Ottimo apporto di iodio anche da crostacei e molluschi come calamari e polpi.
Con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo scientifico sui crescenti problemi legati alle malattie della tiroide, focalizzando l’attenzione sulla iodoprofilassi, ovvero la pratica che mira ad assicurare una corretta fonte di iodio, fino al 27 maggio sarà possibile effettuare visite gratuite per verificare la funzionalità della ghiandola tiroidea.
Per prevenire i problemi legati alla tiroide è stato approvato per il triennio 2016-2019 il progetto promosso dall’Istituto Superiore Sanità, società endocrinologiche e pazienti “Iodoprofilassi nelle scuole”.











