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Home Pesca

Abilitazioni internazionali nel settore pesca. Troppa poca informazione

Queste nuove abilitazioni e questo nuovo standard di formazione sono indispensabili per un pescatore?

Cristian Varisco by Cristian Varisco
3 Luglio 2020
in Pesca
Abilitazioni internazionali nel settore pesca

Abilitazioni internazionali nel settore pesca

Abilitazioni internazionali nel settore pesca. Troppa poca informazione. 

Qualche mese addietro la ILO 188 fa il suo ingresso nel mondo della pesca. Tra l’indifferenza e la mancanza di notizie al settore, ad oggi non è ancora stata applicata ma poco manca.

I pescatori sentono parlare di ILO 188 da qualche anno senza veramente sapere, per la scarsa informazione fatta sull’argomento, di cosa si tratti.

Stessa cosa sta accadendo per i nuovi titoli professionali marittimi settore pesca, titoli che abbracceranno lo standard internazionale STCW e che andranno a braccetto con la ILO 188. Progetto che tra gli addetti ai lavori viene chiamato FISHING.

Da qualche anno la bozza gira in rete, è stata più volta ripresa e poi messa nel cassetto, ma mai abbandonata o cancellata. Pochi ne hanno parlato, e chi lo ha fatto non conosceva lo standard STCW IMO e cosa comporta questa nuova rimodulazione dei titoli, creando confusione o dando informazioni parzialmente errate e confuse.

Se andiamo ad analizzare la bozza che diventerà decreto, spero il più tardi possibile, notiamo come primo punto un addestramento obbligatorio fatto da centri certificati:

1. Antincendio

2. Sopravvivenza

3. Corsi radar

4. Medicale care

Questi sono alcuni dei corsi obbligatori per i comandanti e i direttori, tali corsi hanno un costo non da poco.  Solo i quattro sopra citati comportano una spesa di oltre 3.000 euro senza contare la durata degli stessi, mediamente 4 giorni a corso, il tutto ovviamente a carico del pescatore.

Continuando a leggere la bozza si incontra la parte formativa per l’acquisizione dei Titoli Professionali: obbligatorio il diploma di maturità, gli esami si sosterranno presso le direzioni marittime in italiano e in inglese, con un programma ministeriale assai complesso.

Non solo, la bozza prevede una lunghezza massima che un comandante può governare. Ad oggi le abilitazioni al comando per un pescatore fanno riferimento alla stazza, non alla lunghezza fuori tutto.

E se il nuovo titolo non abilitasse al comando della nave già in possesso? Il Decreto in bozza prevede un titolo equipollente per chi già è in possesso di un’abilitazione. Anche in questo caso ci sarebbe da aprire un dibattito senza fine. Senza considerare che i corsi sopra citati hanno una validità di 5 anni e devono essere rinnovati con corsi refresh ovviamente a pagamento altrimenti l’abilitazione al comando ed alla direzione scade e non la si può più utilizzare. Oggi questo non accade dal momento che un titolo professionale una volta conseguito e trascritto a libretto non è soggetto a rinnovo.

Al netto delle considerazioni questo nuovo decreto sarà pro o contro il settore? Aiuterà la già labile economia della filiera o sarà l’ennesimo colpo di scure? Queste nuove abilitazioni e questo nuovo standard di formazione sono indispensabili per un pescatore?

Cristian Varisco

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Tags: Cristian Variscosettore itticosettore pesca
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Cristian Varisco

Consulente marittimo - Membro direttivo Associazione Capitani di Venezia con nomina alla Pesca - Formatore nautico marittimo - Formatore sicurezza

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