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Home Pesca

Bilancio UE. La Commissione propone fondo per economia marittima e comunità di pescatori

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
13 Giugno 2018
in Pesca

Il nuovo Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca continuerà a indirizzare il settore della pesca verso pratiche di pesca più sostenibile, con particolare attenzione al sostegno ai pescatori su piccola scala. Aiuterà inoltre sviluppare il potenziale di crescita di un’economia blu sostenibile per un futuro più prospero per le comunità costiere. Per la prima volta, contribuirà a rafforzare la governance oceanica internazionale per mari e oceani più sicuri, più puliti e gestiti in modo sostenibile. Infine, la Commissione insiste sulla protezione degli ecosistemi marini e propone di destinare un contributo del 30% del suo bilancio alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici, in linea con gli impegni concordati nell’ambito dell’accordo di Parigi.

Il commissario per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca, Karmenu Vella, ha dichiarato: “Gli oceani sani e ben gestiti sono una condizione preliminare per gli investimenti a lungo termine e la creazione di posti di lavoro nel settore della pesca e in un’economia blu più ampia. L’Unione europea, quinto maggior produttore di prodotti ittic,i ha una forte responsabilità nel proteggere, conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani e le loro risorse. Il Fondo consentirà agli Stati membri e alla Commissione di tener fede a tale responsabilità e investire in attività di pesca sostenibile, sicurezza alimentare, in una fiorente economia marittima e in mari e oceani sani e produttivi”.

La pesca è vitale per il sostentamento e il patrimonio culturale di molte comunità costiere nell’UE. Insieme all’acquacoltura, contribuiscono anche alla sicurezza alimentare e alla nutrizione. Un particolare obiettivo del Fondo sarà quello di sostenere i pescatori costieri su piccola scala, con navi inferiori a 12 metri, che rappresentano la metà dell’occupazione europea nel settore della pesca. Dopo la riforma della politica comune della pesca nel 2014, sono stati compiuti progressi nel riportare gli stock ittici a livelli sani, nell’aumentare la redditività dell’industria della pesca dell’UE e nella conservazione degli ecosistemi marini. Il nuovo fondo continuerà a sostenere questi obiettivi socioeconomici e ambientali.

Per quanto riguarda l’economia marittima, la Commissione propone di rafforzare il proprio sostegno rispetto al periodo 2014-2020. Si tratta di un settore economico ad alto potenziale il cui output mondiale è stimato a 1,3 trilioni di euro oggi e potrebbe più che raddoppiare entro il 2030. Il fondo marittimo consentirà investimenti in nuovi mercati marittimi, tecnologie e servizi come l’energia oceanica e la biotecnologia marina. Le comunità costiere riceveranno un sostegno più ampio per creare partenariati locali e trasferimenti di tecnologia in tutti i settori dell’economia blu, compresi l’acquacoltura e il turismo costiero.

Nel contesto dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, l’Unione europea si è inoltre impegnata a livello internazionale a rendere mari e oceani più sicuri, più sicuri, più puliti e gestiti in modo più sostenibile. Il nuovo Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca sosterrà questi impegni per una migliore governance oceanica internazionale. Fornirà, tra gli altri, i finanziamenti necessari per migliorare la sorveglianza marittima, la sicurezza e la cooperazione di guardia costiera.

Per garantire efficienza ed efficacia sono previste diverse nuove funzionalità, come ad esempio:

  • Semplificazione e una scelta più ampia per gli Stati membri, che ora potranno scegliere come obiettivo il sostegno alle loro priorità strategiche, invece di dover scegliere tra un “menu” di azioni ammissibili.
  • Migliore allineamento con altri fondi dell’Unione europea. Le norme applicabili a tutti i fondi strutturali e di investimento sono stabilite in un regolamento di disposizioni comuni.
  • Un migliore orientamento al sostegno per il conseguimento della politica comune della pesca.

Un rapido accordo sul bilancio generale a lungo termine dell’UE e le sue proposte settoriali è essenziale per garantire che i fondi dell’UE inizino a fornire quanto prima risultati sul campo. Ritardi simili a quelli sperimentati all’inizio dell’attuale periodo di bilancio 2014-2020 comporterebbero che le esigenze dei pescatori, delle comunità costiere e della protezione dell’ambiente marino da cui dipendono non saranno affrontate con l’urgenza richiesta.

Un accordo sul prossimo bilancio a lungo termine nel 2019 fornirebbe una transizione senza soluzione di continuità tra l’attuale bilancio a lungo termine (2014-2020) e quello nuovo, e garantirebbe prevedibilità e continuità dei finanziamenti a vantaggio di tutti.

 

Tags: acquacolturapescasicurezza alimentare
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Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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