Un barlume di speranza illumina la rotta di quei pescatori rientranti nella famigerata Legge 250. Da quando la pandemia ha oscurato l’orizzonte al settore molte sono state le manovre attuate dal Governo per colmare il gap economico causato dal COVID 19. Manovra giuste ma non certo celeri e snelle, il turbinio di burocrazia ha rallentato molto la procedura di indennizzo.
Rileggendo i vari DCPM non si nota mai nessun rigo, nessun capoverso menzionante i pescatori inseriti all’interno dello standard normativo della legge 250. Le critiche non sono mancate, la delusione e la disperazione di quella parte di settore era ormai tangibile.
Ma come sanno bene i pescatori dopo la tempesta torna sempre la calma ed il sole e con il Decreto N.34 del 19.05.2020 qualcosa è cambiato, nella lettura degli articoli Art.25 Art.82 Art.84 si insinua una speranza, una possibilità di indennizzo anche per quei pescatori che fino ad oggi, non hanno avuto la possibilità di accedere a nessun fondo di solidarietà creato per sostenere il fermo causa pandemia.
Leggendo il Decreto ci sono vincoli temporali, e casistiche ben precise, quindi non sarà, come sempre del resto, una procedura semplice e linda ma, sicuramente i professionisti saranno in grado di governare in questo turbinio di normative e portare un po’ di ossigeno ai pescatori nei tempi previsti per la presentazione dell’istanza.










