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Emergenza Coronavirus. Bruxelles risponde, i comuni costieri fermi con i FLAG e la Regione fa decollare “Riparti Calabria” ma senza il settore pesca

Comitato Pescatori Calabria, serve più attenzione per il settore della pesca

Redazione by Redazione
6 Aprile 2020
in Pesca
Settore pesca - Pesceinrete

Settore pesca - Pesceinrete

In piena emergenza Coronavirus il settore pesca, pur essendo autorizzato ad esercitare l’attività, per problemi connessi alla commercializzazione e non solo, è costretto a fermare la flotta peschereccia con l’esclusione di pochi battelli che continuano a lavorare con grande difficoltà e fra mille problemi per portare sulle nostre tavole “il prodotto ittico locale”. E, nell’attesa di un passo in avanti da parte dei Sindaci dei Comuni costieri, il nascente “Comitato Pescatori Calabria” è convinto – dichiara il presidente Salvatore Martilotti –  che in questa grave emergenza senza precedenti, serve più attenzione per il settore della pesca da parte dei Comuni costieri e dei FLAG per interventi di propria competenza dagli effetti più immediati, a partire da aiuti urgenti per i pescatori e le loro famiglie, in particolare, quelli artigianali ormai, in tanti, sprofondati nella povertà. Ma considerato che i pescatori sbarcano prodotti alimentari servono iniziative per garantire gli approvvigionamenti alimentari alla popolazione con il “prodotto ittico sbarcato localmente” e così si potrebbe consentire alla flotta peschereccia di ripartire e riprendere il mare con le modalità che potranno essere concordate tra pescatori, imprese di pesca, addetti alla commercializzazione con la regia e il sostegno costante dei Sindaci. E in quei Comuni costieri carenti di strutture per la vendita al consumo delle modiche quantità sbarcate dalla pesca artigianale, si rende urgente intervenire per realizzare “strutture provvisorie” da utilizzare come “mercatini ittici al consumo” con la gestione affidata ai piccoli pescatori.

Con quali risorse? I Sindaci, insieme alla Regione, devono intervenire utilizzando le risorse dei FLAG (Gruppi di Azione Costiera) per l’emergenza in atto, e così come indica Bruxelles, e il buon senso, è necessario superare la “gestione burocratica” e le restrizioni per interventi in direzione della “diversificazione e dell’innovazione” della pesca costiera artigianale così come è in corso di approvazione da parte della UE.

Allora cosa fare? In questo momento di grande difficoltà – continua Salvatore Martilotti – è necessario intervenire per garantire liquidità al settore e, inoltre, è urgente dare un segnale ai pescatori e alle imprese di pesca per la ripartenza dell’attività, ma è anche prioritario garantire risorse ai Comuni costieri per realizzare le strutture a miglio zero. Dopo l’abrogazione della “Circolare urgente” del MIPAAF e le difficoltà applicative nella seconda “Circolare urgente” servono scelte coraggiose perché non c’è più tempo e, pertanto, servono interventi rapidi per tutelare il lavoro e le imprese di pesca ormai in ginocchio ma incidono anche poco gli strumenti a sostegno varati dal Governo per un settore abbastanza “complesso”. E, aspettando segnali per un settore fortemente colpito dalla crisi, nell’attesa di avere a disposizione risorse per i Comuni costieri per realizzare le strutture necessarie a gestire l’emergenza commercializzazione e vendita al consumo, arrivano – continua Salvatore Martilotti –  due notizie per i pescatori: una buona e l’altra che, non prevedendo nessun intervento a sostegno, di fatto, è come se non si riconoscesse che il settore è in ginocchio per l’emergenza Covid-19.

Partiamo dagli interventi positivi a sostegno dei pescatori per la grave emergenza senza precedenti del Coronavirus. Dopo le dovute scuse agli italiani arrivano notizie buone da Bruxelles: “Per aiutare l’industria marittima e la pesca, l’esecutivo della Ue proporrà un’eccezionale flessibilità nell’uso del fondo marittimo e della pesca del blocco per fornire sostegno ai pescatori durante la temporanea interruzione delle attività”.

Bene l’intervento dell’Unione europea, ma a questo punto – conclude Salvatore Martilotti – sorge spontanea una domanda dopo il varo, da parte della Giunta regionale, dei provvedimenti compresi nel “Riparti Calabria” che, così sembra, per la pesca non prevede nulla e dopo l’approvazione da parte dell’esecutivo della UE, la Regione Calabria come intenderà intervenire con le risorse FEAMP che gestisce? Ci sarà un segnale forte commissariando i FLAG? Ci saranno azioni di sostegno per le imprese e per la commercializzazione nel settore della pesca coinvolgendo i territori costieri con i pescatori e, in particolare, quelli artigianali per il recupero delle plastiche dalle spiagge e dai mari calabresi non appena cesseranno le misure restrittive varate dal Governo per l’emergenza Covid-19 con le risorse del FEAMP riprogrammate? E considerato che siamo in fase di redazione del Bilancio regionale non si può pensare a finanziare la Legge regionale di settore, la n.27/2004, per sostenere la pesca costiera artigianale in ginocchio, che rappresenta circa l’80% della flotta calabrese?

A noi non resta che sperare in una inversione di rotta, insieme alla buona volontà delle Istituzioni locali e regionali, perché siamo convinti che un settore importante come quello della pesca in Calabria merita maggior attenzione e interventi a sostegno, soprattutto, in questa grave emergenza senza precedenti.

 

Tags: coronavirussettore itticosettore pesca
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