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Home Sostenibilità

Filiera ittica. Maggiori guadagni e più opportunità se si collabora con i competitor

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
18 Marzo 2016
in Sostenibilità

Le imprese del settore ittico stanno abbracciando un modo insolito per ridurre i rischi rappresentati da pratiche non sostenibili e sfide di capacità lungo la catena di fornitura: la collaborazione con i loro concorrenti, anche aiutandoli ad accrescere i loro fatturati.
Questo non è un passo naturale per molte aziende. Ma, come i leader del settore stanno dimostrando, a volte è l’unico modo per affrontare questioni complesse inerenti la sostenibilità integrata nel mercato del pesce globale.
Anche costruendo collaborazioni con le ONG, una volta considerate impensabili da molti nel settore ittico, buyer e marketer stanno utilizzando strategie collaborative per garantire la loro salute a lungo termine.
Queste strategie, le azioni di mercato di collaborazione intraprese da soggetti tra loro “in competizione”, sono spesso l’unico modo per affrontare le sfide della sostenibilità a livello sistemico nel settore ittico.
Come in altri settori in cui le strategie collaborative hanno contribuito al miglioramento delle condizioni sociali e ambientali generali, le imprese ittiche stanno rispondendo ad un mercato dove la concorrenza per le risorse limitate colpisce il loro business più di quanto lo colpisca la concorrenza per i clienti. Se non si dispone di risorse di base per fornire prodotti, non esisterà alcun cliente.
“Ogni volta che si tratta con questo tipo di strategie, la prima sfida è quella di convincere tutti a credere che co-lavorando si possono ottenere benefici per tutti”, ha dichiarato John Connelly, Presidente del National Fisheries Institute, nel corso del SeaWeb Seafood Summit. “Questa è la cosa più importante: una marea che sale alzerà tutte le barche”.

Esistono varie opportunità di applicazione delle strategie collaborative nel settore ittico. I seguenti sforzi illustrano le possibilità nei vari livelli: preservare le risorse, migliorando le pratiche di pesca e di acquacoltura, e istituire parametri di sostenibilità lungo la catena di fornitura.

Di seguito riportati tre esempi di collaborazioni tra imprese:

1. La NFI Crab Council sponsorizza progetti di sostenibilità nel sud-est asiatico per preservare il granchio, risorsa alimentare di base, oltre ad essere un’importante risorsa economica per le comunità locali. Il consiglio lavora con i principali partner e le principali parti interessate per affrontare le esigenze della pesca nei diversi paesi attraverso canali scientifici, sociali e finanziari.

“NFI Crab Council è stato avviato perché abbiamo riscontrato che le dimensioni e il tipo di granchio pescato nel sud-est asiatico stavano cambiando (si stavano riducendo le dimensioni), e questo è un indicatore negativo per la prospettiva di lungo periodo della pesca”, spiega Connelly.

“Così le industrie si sono riunite per discutere delle possibili soluzioni per aiutare le popolazioni del sud-est asiatico ad utilizzare un approccio alla pesca maggiormente sostenibile. Anche noi abbiamo delle responsabilità, come le hanno gli importatori, i trasformatori e le società di marketing. L’unico modo per poter aiutare queste popolazioni è la collaborazione tra le imprese”.
“L’obiettivo è quello di mantenere la redditività di lungo periodo e la longevità per tutti”.

NFI Crab Council finanzia attualmente progetti di miglioramento della pesca in Vietnam, Indonesia, Thailandia, Filippine e Sri Lanka, e tutti tranne uno sono in procinto di ottenere la certificazione Marine Stewardship Council.

2. L’organizzazione Sea Pact lavora per migliorare la sostenibilità del settore ittico globale utilizzando il potere collettivo di nove società che in Nord America stanno migliorando i sistemi di allevamento e le tecniche di pesca tramite le quali si procurano le risorse.

Guy Dean, Vice Presidente e co-fondatore di SeaPact, ha detto in un’intervista che SeaPact nasce dalla consapevolezza che lavorare con la comunità delle ONG è stata una grande pratica, ma non sufficiente da sola.

“La sostenibilità è fondata su tre pilastri”, ha detto. “Il numero uno è l’economia. Il secondo è l’ambiente. Il terzo è l’effetto sociale. Per influenzare realmente il cambiamento e fare la differenza, abbiamo bisogno di unire le forze delle nostre società, concentrarci non solo sui profitti e sugli aspetti economici, ma anche sulle componenti sociali e ambientali “

SeaPact ha finanziato progetti di miglioramento della pesca nel Nord, Sud e Centro America, e ha investito in ricerca per migliorare le operazioni di acquacoltura.

3. Infine, la Sustainable Seafood Coalition, con sede nel Regno Unito, riunisce rivenditori, aziende di servizi e fornitori di prodotti ittici per fare in modo che tutti i prodotti provengano da fonti sostenibili. La coalizione ha sviluppato codici di condotta volontari per i suoi membri che affrontano la diversificazione delle fonti, l’approvvigionamento responsabile, la raccolta di informazioni, l’etichettatura chiara e altre svariate questioni.

“Se vogliamo pesce da vendere in futuro, dobbiamo investire in questo momento. Dobbiamo riuscire a lavorare insieme per raggiungere la sostenibilità degli stock ittici e nell’acquacoltura. E’ improbabile realizzare questo da soli, la chiave è la collaborazione” ha dichiarato Ally Dingwall, responsabile per l’Acquacoltura e prodotti ittici presso Sainsbury UK.
Non intendo dire che le collaborazioni sono facili. Come riconosce Katie Miller della SSC: “lavorare insieme è potenzialmente molto impegnativo. Una delle cose fondamentali che abbiamo imparato dalla coalizione tra imprese è che ci vuole un sacco di tempo. Se si vuole lavorare con i concorrenti, bisogna costruire un rapporto di fiducia solido prima di poter fare la differenza “

Vale la pena fare questo sforzo. Le strategie di collaborazione sono spesso il modo più conveniente ed efficiente per le aziende per assicurare il continuo reperimento di risorse e quindi raggiungere gli obiettivi economici, facendo attenzione alla responsabilità ambientale e sociale.

 

Tags: Guy DeanJohn ConnellyNational Fisheries Institutesettore ittico
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Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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