Tutti i salmoni dell’Alaska sono selvatici e la pesca è sostenibile. Gli stock di salmone hanno caratteristiche uniche analizzate scrupolosamente in ciascun fiume in cui i pesci ritornano per deporre le uova. Ogni “risalita” di salmoni in un fiume particolare deve essere intesa, prevista e gestita come unità individuale, non collegata ad altre risalite di salmoni tale fiume o in fiumi vicini. Nel corso degli anni, anni da quando l’Alaska è diventata uno Stato, il Dipartimento di Caccia e Pesca dell’Alaska (Alaska Department of Fish & Game) ha compilato database completi sulle risalite di salmoni. Studiosi del Dipartimento usano tali dati oltre per le valutazioni e le ricerche sul numero di pesci (run strength), anche per fissare obiettivi in termini di migrazione, i cosiddetti “escapement goals”.
L’Alaska è l’unico stato degli Stati Uniti la cui Costituzione, dagli anni ’60, rende obbligatorio che tutti i pesci, compreso il salmone, siano utilizzati, sviluppati, e conservati secondo il principio dello sfruttamento sostenibile. Nella pesca, in particolare, la mancata osservanza di tale equilibrio, fa sì che, da un anno all’altro, non ci sia modo di riequilibrare i numeri del pescato e il risultato si traduce nel fatto che quella determinata specie di pesce troppo ampiamente sfruttata, soccombe e scompare.












