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Home Pesca

Greenpeace in Adriatico: “A due anni dal referendum, le trivelle minacciano ancora i nostri mari”

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
18 Aprile 2018
in Pesca

Attivisti di Greenpeace hanno aperto due grandi striscioni, sui quali si legge “STOP TRIVELLE – IERI, OGGI, SEMPRE”, nei pressi della piattaforma Fratello Cluster, posizionata poco a nord di Pescara, entro le 12 miglia marine dalla costa. Con questa protesta hanno voluto ricordare la data del 17 aprile 2016, quando 15 milioni e 800 mila italiani votarono per il referendum sulle “trivelle”, con i “Sì” che rappresentarono quasi l’86 percento dei voti validi.  

Gli attivisti dell’organizzazione ambientalista hanno inoltre voluto ribadire che l’opposizione di allora allo sfruttamento dei mari italiani per l’estrazione di fonti fossili è la stessa di oggi, ed è la stessa che sarà pronta a risollevarsi presto se l’Italia non cambierà rotta in materia di energia.  

Due anni fa, in occasione di una delle tornate referendarie più boicottate della storia repubblicana, e su una materia che molti ritenevano rilevante solo per alcuni territori, quasi 16 milioni di italiani decisero di recarsi ai seggi, per dire in larghissima maggioranza che nei nostri mari non deve esserci spazio per gli interessi dei petrolieri. Il quorum non fu raggiunto ma il segnale fu comunque inequivocabile contro il governo, guidato allora da Matteo Renzi, che aveva ostacolato in tutti i modi il voto e infine sostenuto l’astensione, schierandosi di fatto al fianco delle compagnie petrolifere.  

A due anni di distanza, i mari italiani sono ancora sotto la minaccia di nuove attività di ricerca di idrocarburi. Una recente sentenza del Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso di Abruzzo e Puglia, dichiarando legittima la Valutazione d’Impatto Ambientale con cui il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare aveva approvato la concessione di due enormi aree per la prospezione di idrocarburi alla Spectrum Geo.  

Da Rimini fin quasi all’estremità meridionale della Puglia, potrebbero presto cominciare le attività con l’airgun. I provvedimenti di VIA ottenuti dalla Spectrum Geo sono solo due dei nove emanati in questi anni dal Ministero dell’Ambiente. L’intero Adriatico è opzionato per nuove attività di ricerca di fonti fossili.  

«Oggi Greenpeace vuole ringraziare quei 16 milioni di italiani che due anni fa decisero di non voltarsi dall’altra parte di fronte alle sorti dei nostri mari; e dir loro che siamo ancora qui, perché purtroppo nulla è cambiato. La politica energetica portata avanti dal governo Gentiloni negli ultimi due anni, sebbene meno aggressiva di quella di Renzi, ha infatti continuato a intendere i nostri mari soprattutto come dei giacimenti», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace.

«Ma sia chiaro, la protesta di oggi non è una commemorazione, ma un deciso monito al governo che verrà, di qualunque segno esso sia: una larghissima parte dei cittadini italiani è contraria alle trivelle. E l’Italia dovrà cambiare presto strategia, tornando a investire sulle rinnovabili e smantellando presto le oltre cento piattaforme disseminate lungo i nostri mari, nella maggior parte dei casi improduttive ed esonerate persino da royalties e oneri fiscali», conclude Boraschi.  

Greenpeace comunica inoltre che tra pochi giorni, il 19 aprile, si aprirà un processo contro 10 suoi attivisti, accusati di “ingresso arbitrario in zona industriale” per l’azione che il 30 marzo del 2016 li vide occupare pacificamente una piattaforma al largo delle coste di Ravenna, la Agostino B. In quella circostanza gli attivisti denunciarono gli alti livelli di inquinamento causati da quell’impianto nell’ambiente marino circostante, invitando gli italiani al voto referendario. Si trattò, in quel caso come in ogni altro, di una protesta nonviolenta: uno strumento di partecipazione che Greenpeace ritiene fondamentale per contribuire al cambiamento della società in cui viviamo.

 

Tags: Greenpeace
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Mariella Ballatore

Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

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