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I Misteri degli abissi: piovre giganti, diavoli rossi e leggende sottomarine

Il mare è un quadro mutevole di emozioni, capace di esprimere sia la tristezza che la gioia, riflettendo luci brillanti o celando oscuri misteri

Paolo Pugliese by Paolo Pugliese
29 Agosto 2023
in In evidenza, News
I Misteri degli abissi: piovre giganti, diavoli rossi e leggende sottomarine

I Misteri degli abissi: piovre giganti, diavoli rossi e leggende sottomarine

I Misteri degli abissi: piovre giganti, diavoli rossi e leggende sottomarine – Il mare è un quadro mutevole di emozioni, capace di esprimere sia la tristezza che la gioia, riflettendo luci brillanti o celando oscuri misteri. Il suo umore cambia con la rapidità del vento: dalla superficie liscia e specchiata può trasformarsi in un’onda agitata e minacciosa, simile a una montagna con rocce affilate. Il mare è un’entità mutevole e imprevedibile, ora pacifico, ora in grado di trasformarsi nella minaccia spietata di sete e morte.

Immerso in un velo di mistero, il mare nasconde più segreti di quanti ne riveli. Le nostre conoscenze sono limitate, mentre l’ignoto si estende vasto di fronte a noi. Questa lacuna di conoscenza spinge la nostra mente a riempirla con logica ma anche fantasia. Così, l’umanità si rifugia nel sovrannaturale, abbracciando credenze popolari piene di storie di fate, gnomi e spaventose creature marine, che emergono implacabili dal profondo. Talvolta, queste figure immaginarie nascono non solo dalla paura, ma anche dalla ricerca di bellezza e dal desiderio di tramandare racconti che, per un istante, crediamo possano essere reali.

La gioia di credere in queste narrazioni per bambini risiede nel fatto che spesso ci allontanano dalla realtà, offrendoci un’alternativa alla monotonia quotidiana. Chi non ha mai scambiato un’ombra notturna per un terrificante mostro o una nuvola dalle forme strane per un gigante spaventoso? Nel corso del tempo, persiste il desiderio di fuga, di dimenticare per un attimo il mondo reale e le sue delusioni, concedendoci il lusso di fantasticare e sognare quando ne sentiamo il bisogno.

Così, queste storie e racconti diventano un veicolo per intraprendere un viaggio che ci trasporta verso mondi fantastici, consentendoci di abbandonare la monotonia della realtà per immergerci in universi di magia ed incanto.

Ed è così che creature misteriose, nate nelle profondità remote degli oceani, sfidano la nostra comprensione. Ma cosa possiamo affermare con certezza, e cosa possiamo dire essere frutto dell’immaginazione di coraggiosi marinai?

Una delle storie più antiche che parla di mostri marini è quella della Piovra Gigante, narrata da Plinio il Vecchio. In questo racconto, si dice che un imponente polpo gigante razziava gli allevamenti di ostriche e aragoste destinati ai sontuosi banchetti dei nobili romani. Nonostante vari tentativi di cattura, il polpo dimostrava una destrezza incredibile nel sfuggire ai guardiani, riuscendo persino ad arrampicarsi sugli alberi.

Una notte, i cani da guardia sorpresero il polpo a terra e lo circondarono, abbaiando con furore. Gli uomini, presi dal terrore, accorsero e si trovarono di fronte a uno spettacolo straordinario: un autentico mostro. Il polpo reagì in difesa, emettendo soffi e allontanando i cani con i suoi possenti tentacoli. Alla fine, dopo aver impiegato tridenti e sforzi titanici, riuscirono ad abbatterlo. Si narra che la testa del polpo fosse delle dimensioni di una botte.

Nel corso dei secoli, le storie riguardanti le piovre giganti hanno lasciato un’orma indelebile nell’immaginario collettivo, plasmando un’immagine avvolta da mistero e talvolta terrore su questi affascinanti cefalopodi. Tuttavia, mentre le leggende ammaliavano l’immaginazione, alcuni ritrovamenti hanno gettato luce su dettagli altamente intriganti. Le scoperte relative alle piovre giganti hanno dimostrato che esemplari con un diametro di 2,5 metri e un peso variabile tra i 15 e i 23 kg sono reali.

Nonostante ciò, gli annali marini custodiscono racconti di esemplari che sfidano ogni immaginazione. Un palombaro, nell’ormai lontano 1912, si imbatté in una piovra dalle dimensioni straordinarie: ben 60 kg di peso e un diametro di 8 metri, lungo le acque del porto di Tolone. Ancora più incredibile, nel lontano 1957, lungo le coste canadesi, fu catturato un possente esemplare di 272 kg, che raggiungeva la lunghezza di 9,60 metri. Questi resoconti sorprendenti rendono addirittura plausibile il racconto tramandato da Plinio.

È affascinante ipotizzare che la figura leggendaria di Medusa, sconfitta da Perseo nell’epica narrazione, possa aver tratto ispirazione da una piovra. L’immagine terrificante di Medusa potrebbe richiamare vividamente lo sguardo glaciale di un polpo, mentre le serpentine ciocche al posto dei capelli potrebbero rappresentare i sinistri tentacoli, muniti di ventose, di questa creatura marina.

Le piovre giganti, un tempo temute e associate a creature spaventose, sono state riabilitate con il passare del tempo. Opere come “Les Travailleurs de la Mer” di Victor Hugo o “20.000 leghe sotto i mari” di Jules Verne le ritraevano in veste minacciosa. Tuttavia, grazie agli sforzi congiunti di biologi marini e appassionati subacquei, oggi possiamo considerarle, a tutti gli effetti, alla stregua dei nostri domestici felini in termini di intelligenza. Queste ricerche hanno svelato aspetti sorprendenti del loro comportamento: territorialità e curiosità sono solo alcuni degli aspetti che hanno contribuito a dipingere un quadro di queste creature marina, profondamente diverso da quanto descritto in base alle leggende.

Per quanto riguarda le affascinanti narrazioni di imponenti piovre che sfidano le imbarcazioni in epiche battaglie, è inevitabile considerarle, in gran parte, frutto di fervide immaginazioni. Questo soprattutto se teniamo conto delle dimensioni relative delle piovre più grandi. Tuttavia, è doveroso menzionare un’altra creatura, precedentemente oscura fino a pochi decenni fa, ma strettamente imparentata con i cefalopodi: il calamaro gigante Architeuthis.

Le spiagge cosparse di resti di calamari giganti hanno alimentato la fantasia, ma la scienza ha via via gettato luce su questo enigma. L’Architeuthis, gigante chiamato spesso “Diavolo Rosso” o “Kraken” ha un temperamento aggressivo è noto per i suoi attacchi implacabili.

Un avversario formidabile per il calamaro è il Capodoglio. Nel 1932, la nave “All America” riportò in superficie un frammento di cavo avvolto attorno alla mandibola di un capodoglio, che probabilmente aveva scambiato il cavo per un tentacolo del calamaro. Questo episodio fornì prove concrete di incontri e scontri titanici tra queste creature delle profondità, combattimenti che spesso andavano fino all’ultima goccia di sangue. In effetti, le cicatrici sulla pelle dei capodogli potrebbero essere ricondotte all’Architeuthis, suggerendo dimensioni sorprendenti, forse persino superiori ai 60 metri, se si prendono in considerazione i lunghi tentacoli.

 

Si racconta che il Diavolo Rosso possa attaccare imbarcazioni più piccole. Ma più che autentici attacchi, è probabile che ciò sia causato dall’animale, famoso per i suoi salti fuori dall’acqua, cade accidentalmente su piccole imbarcazioni. Un episodio di particolare rilievo coinvolse una petroliera norvegese da 15.000 tonnellate, in navigazione tra le Hawaii e Samoa. In quell’occasione, un calamaro gigante si scagliò contro la nave ben tre volte, raggiungendo una velocità stimata di circa 20 nodi. Incredibilmente, al terzo impatto, il calamaro riuscì ad ancorarsi allo scafo. Questo straordinario tentativo, tuttavia, ebbe vita breve a causa della scarsa aderenza sulla superficie liscia della nave. Il mollusco venne gradualmente risucchiato nell’elica, concludendo con la sua disintegrazione.

Le narrazioni di creature straordinarie come la Piovra Gigante ed il Diavolo Rosso continuano a esercitare un potente richiamo sulla nostra immaginazione, sfidandoci a comprendere ciò che ancora ci sfugge. In un’epoca in cui la scienza sembra dissipare ogni velo di segreto, il mare persiste nel ricordarci che meraviglia e mistero mantengono intatta la loro forza evocativa.

L’ardua ricerca scientifica ci conduce lungo un percorso di comprensione, ma le profonde valli oceaniche custodiscono ancora segreti che resistono alle nostre esplorazioni. L’abisso si configura come un territorio di sublime bellezza e tenebre insondabili, una terra inesplorata che ci invita a meditare sulle sue potenzialità. Antiche leggende si mescolano alle rivelazioni più attuali, catapultandoci in un viaggio senza tempo verso l’ignoto stesso.

Mentre Piovre Giganti e Diavoli Rossi emergono dalle profondità, le leggende si materializzano in realtà, e la realtà stessa si fonde con il mistero. Mentre scrutiamo l’infinito blu, non possiamo fare a meno di immaginare quali altri segreti ci attendano, pronti a sfidare sia la nostra fantasia che la nostra conoscenza. La verità continua a dimorare là fuori, celata tra le onde e le profondità oscure, pronta a svelarsi a coloro che osano avventurarsi nell’inesplorato.

I Misteri degli abissi: piovre giganti, diavoli rossi e leggende sottomarine

 

Tags: calamaro gigantelegegnde maremisteri abissimostri marinipiovra gigante
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Esperto di marketing e distribuzione nel settore ittico Paolo Pugliese scrive per Pesceinrete con attenzione ai mercati, alla distribuzione, ai prodotti confezionati e alle dinamiche commerciali del settore ittico. Nei suoi contributi osserva il seafood dal punto di vista del prodotto, del banco, del consumatore e delle scelte che incidono sulla competitività delle imprese.

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