Secondo il report “Canned Salmon Market Analysis, 2025–2035” pubblicato da Fact.MR, il mercato del salmone in scatola è destinato a raddoppiare nei prossimi dieci anni, passando da 3,7 miliardi di dollari nel 2025 a 7,7 miliardi entro il 2035. Un’espansione trainata dal mutamento delle abitudini alimentari, dalla ricerca di fonti proteiche sostenibili e dalla crescente richiesta di prodotti ittici pratici e a lunga conservazione.
Nuove abitudini, nuovi protagonisti
Il consumo di salmone in scatola cresce perché risponde a un bisogno concreto: alimenti sani, tracciabili e di facile utilizzo. I consumatori riconoscono nel salmone un alleato per la salute cardiovascolare e cerebrale, grazie al contenuto di omega-3 e proteine di alta qualità.
Il prodotto si è emancipato dall’immagine di “alternativa economica” per assumere un’identità moderna, funzionale e coerente con i ritmi di vita contemporanei.
La sostenibilità come leva competitiva
Le credenziali ambientali sono ormai un fattore decisivo per il posizionamento dei brand. Il mercato premia chi adotta politiche di pesca responsabile, certificazioni riconosciute e packaging riciclabili.
Leader globali come Thai Union Group, Trident Seafoods e Mowi ASA investono in tracciabilità digitale, riduzione dell’impronta di carbonio e diversificazione delle fonti di approvvigionamento.
Il salmone in scatola, soprattutto se proveniente da stock gestiti in modo sostenibile o da acquacoltura certificata, diventa così un simbolo di equilibrio tra industria e ambiente.
Distribuzione e consumo in evoluzione
La vendita al dettaglio resta la principale via di commercializzazione, ma la ristorazione avanza con forza. Hotel, mense e catering scelgono sempre più spesso il salmone in scatola per la sua qualità costante, la conservabilità e il buon rapporto costo-prestazione.
Parallelamente, la crescita dell’e-commerce e dei canali specializzati amplifica la portata del prodotto, rendendolo accessibile anche nei mercati emergenti. In Asia-Pacifico, in particolare, la diffusione di diete occidentalizzate e la rapida espansione della classe media stanno ridisegnando la mappa dei consumi ittici.
Un mercato globale in pieno fermento
Nord America, Europa e Asia restano i poli principali. Gli Stati Uniti e il Canada guidano la domanda, sostenuti da marchi consolidati e da un consumatore sempre più attento alla provenienza del pesce.
Nel Vecchio Continente la crescita è spinta da Regno Unito, Germania e paesi nordici, dove il consumo di prodotti ittici fa parte della cultura alimentare. La Cina, invece, si conferma il mercato con la traiettoria più dinamica, grazie alla digitalizzazione e al rafforzamento della catena del freddo.
Innovazione e valore aggiunto
La competizione si gioca sull’innovazione. Le aziende che introducono nuove formulazioni e imballaggi ecologici riescono a differenziarsi in un segmento sempre più affollato.
Un esempio è Mowi ASA, che ha lanciato nel 2025 la linea “Blue Ocean”: un salmone in scatola eco-certificato con tracciabilità integrale e confezioni riciclabili, sintesi perfetta delle tendenze che guideranno il mercato nel prossimo decennio.
Le prospettive per la filiera ittica
Il mercato del salmone in scatola rappresenta un laboratorio evolutivo per tutto il comparto ittico. Mostra come la domanda globale premi l’unione tra sostenibilità, praticità e qualità sensoriale.
Per le imprese italiane di trasformazione, si aprono opportunità di collaborazione e scambio tecnologico con i grandi player internazionali, specialmente sul fronte della ricerca, del packaging e dei nuovi canali digitali.













