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Home Pesca

Pesca. Politica comune europea, un colpo al cerchio, un colpo alla botte

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
12 Ottobre 2016
in Pesca

La notizia, arrivata dall’Unione Europea, dell’istituzione della nuova taglia minima sulle vongole fissata in 22 millimetri risolleva sicuramente l’umore di pescatori e operatori del settore ittico in genere a fronte di uno scenario davvero preoccupante.

A partire dai pescatori e risalendo per l’intera filiera ittica, si palesa sempre di più la crisi che attanaglia la pesca a vari livelli, generando scompensi e mal contenti. Ne sono coscienti istituzioni e associazioni di categoria che non possono non mostrare la loro apprensione.

“Devo confermare che la situazione oggi è abbastanza delicata – dichiara Antonio Lombardo di Federpesca– siamo tornati al 2008 con tutte le difficoltà che hanno riguardato quel periodo. Non nascondiamo che il momento sia abbastanza delicato e bisogna che si intervenga”.
Lombardo continua “Serve adesso, secondo noi, una politica che sviluppi delle azioni volte soprattutto ad armonizzare e con una visione un po’ più laica”.

“È necessario uno sforzo comune, tra associazioni e istituzioni per tutelare i pescatori” sostiene Gennaro Scognamiglio di Unci Agroalimentare, che aggiunge “ci sono dei momenti e dei passaggi in cui è facile fare il tiro al bersaglio con le associazioni di categoria, ma noi siamo per la legalità e se è giusto sanzionare chi lo merita va sicuramente fatto”.
Spesso infatti, e soprattutto in questo particolare momento di difficoltà, i pescatori tendono a riversare i loro malumori sull’anello che li congiunge alle istituzioni, ovvero le associazioni di categoria. Su questo Scognamiglio afferma: “È facile sparare addosso alle associazioni, che ascoltano i problemi dei pescatori e portano avanti battaglie in silenzio. È vero che manca proprio il punto vitale, la commissione consultiva centrale, nell’ambito della quale discutevamo. Da un periodo di tempo questa commissione non c’è più e non abbiamo l’opportunità di avere un confronto tutti i giorni con chi ci governa.”

E parlando di piccola pesca, sicuramente quella maggiormente penalizzata dalla crisi del settore, utili le indicazioni di Dario Cartabellotta, Dirigente Generale del Dipartimento della Pesca Mediterranea, rivolte ai pescatori. “Indispensabili sono i Co.ge.pa, il pescatore da solo non ce la può fare e ha bisogno di aggregarsi e dotarsi delle infrastrutture a lui necessarie per svolgere il suo mestiere” afferma Cartabellotta, che conclude “oggi la pesca artigianale, quella che è più legata alle coste e che meno impatta sull’ambiente, è un grande valore da tutelare e sostenere per i prossimi 50 anni”.

Ma in questo panorama poco felice, come si pone l’Unione Europea?

“L’Europa viene vista un po’ come un predatore e non come una fonte di accordo, ricchezza e sviluppo” dichiara Marco Affronte, eurodeputato del Movimento 5 stelle. Le pesanti norme e sanzioni europee hanno più volte provocato una stato di allerta e protesta da parte dei pescatori, impossibilitati a pescare specie ittiche redditizie per le loro tasche.
Purtroppo, continua Affronte “per comodità si punta il dito sulla piccola pesca perché li è più facile mettere delle regole, mentre è molto più difficile intervenire su altri aspetti”. L’eurodeputato fa riferimento, infatti, agli altri versanti della crisi del comparto pesca, riconducibili al cambiamento climatico, l’ innalzamento delle temperature, le invasione di specie aliene, l’acidificazione delle acque, l’inquinamento chimico e solido, la ricerca di idrocarburi, il traffico navale. Risollevare le sorti del settore ittico sembra, oggi, una missione ardua. Soltanto condividendo risorse e sforzi potrebbe vedersi la luce, perché “ il sistema sta in piedi solo se tutto quanto funziona”, commenta Affronte.

Candida Ciravolo

Tags: pescasettore itticoVongole
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Mariella Ballatore

Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

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