
“Da una immediata analisi della decisione finale dell’ICCAT emerge che la quota di cattura di pesca del tonno rosso per l’Europa è aumentata di circa un quarto passando a 19,360 tonnellate e che il catturabile europeo è aumentato di 5,909 tonnellate”, ad intervenire sulla decisione dell’ICCAT è il presidente di UNCI Agroalimentare, Gennaro Scognamiglio.
“Circa un quarto del totale europeo è quello che si porterà a casa l’Italia, – prosegue Scognamiglio – ciò si traduce in maggiori risorse economiche per il comparto tonniero. Si passerà dalle 23.500 tonnellate attuali fino ad un massimo di 36.000 tonnellate nel 2020, con un aumento netto nel triennio 2018-2020 di 12.500 tonnellate, equivalenti al 54%. Tale aumento ha una duplice efficacia sul comparto: quella strettamente legata a migliorare un’economia di base a medio termine, e quella determinata a produrre un’opportunità per molte imprese di pesca italiane”.
“UNCI Agroalimentare, pone l’accento sul tanto dibattuto problema delle cosiddette catture accidentali e/o non desiderate che, adottando un sistema di equa ripartizione della risorsa non creerà drammi alle imprese che catturano tonno ma una vera ricchezza aggiuntiva”, aggiunge Scognamiglio.
“Come ben sappiamo, catturare un tonno rosso in assenza di quota assegnata individuale comporta seri problemi al pescatore compresa un eventuale sanzione. La grande opportunità per i pescatori Italiani derivata dalla decisione dell’ICCAT – conclude il presidente di UNCI Agroalimentare – sarà tanto vera e tangibile nel sistema pesca Italia solo se consideriamo che chi oggi è alla guida del dicastero della pesca Italiano, metterà in un angolo vecchi egoismi e rinnovati amori e saprà attuare una salomonica distribuzione della quota aggiuntiva”.











