Scognamiglio: “Piccolo imprenditore ittico. Questo sconosciuto”.
A mesi dallo scoppio della pandemia e della tremenda crisi economica che ne è scaturita, arriva in questi giorni la notizia dell’approvazione di un emendamento all’articolo 222 del Decreto Rilancio Italia, che destina una indennità di 950 euro per il mese di maggio ai pescatori autonomi.
Risultato importante su un duplice fronte
Il Mipaaf si è fatto carico delle risorse destinate a tale provvedimento, sopperendo alle ingiustificate e inspiegabili esclusioni che i pescatori autonomi hanno fin qui subìto relativamente alle misure di sostegno al reddito previste dal Governo per tutte le altre categorie colpite dall’emergenza economica ancora in corso. Non solo. Finalmente si è avuta una sorta di legittimazione della categoria degli imprenditori ittici autonomi che sembrava essere stata completamente cancellata dagli annali della storia economica italiana.
Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale UNCI Agroalimentare
“Proprio così. Già prima di questa storica emergenza sanitaria ed economica, ci si era resi conto che l’imprenditore ittico sembrava essere una figura, per molti versi, addirittura sconosciuta. Ricordiamo che quando parliamo di imprenditore ittico ci riferiamo anche al piccolo pescatore autonomo che, titolare di licenza di pesca, fa impresa. Parliamo di lavoratori autonomi che nella maggior parte dei casi operano in solitaria e che, paradossalmente e inspiegabilmente, non formano categoria destinataria di ammortizzatori sociali”.
È quanto sottolinea Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale UNCI Agroalimentare.
“Noi di Unci Agroalimentare da sempre ci battiamo affinché venga riconosciuto, a tutti coloro che lavorano nel mondo della pesca, il diritto di poter usufruire, in maniera ordinaria, degli strumenti di sostegno al reddito riconosciuti alle altre categorie. Proposte che poi, con più forza, abbiamo cercato di sostenere in questi mesi di crisi. Così come, fin dall’inizio del mese di marzo, quando abbiamo appreso dai nostri associati che tantissimi erano praticamente fermi con zero entrate, abbiamo elaborato almeno due proposte al fine di sbloccare le risorse necessarie per dare ristoro al comparto”, prosegue Scognamiglio.
“Oggi quindi non possiamo che plaudere all’iniziativa del Mipaaf. Certo non vorremmo porci come voce fuori dal coro, ma se questo indennizzo rappresenta comunque una boccata d’aria per i pescatori, mi sento di affermare che è poco, soprattutto in riferimento al fatto che esso è valido per il solo mese di maggio 2020. È pur sempre un inizio, ma comunque poco. I nostri pescatori sono tornati in mare, ma la crisi è persistente: i guadagni di oggi sono minimi e gli ammanchi dei mesi scorsi incolmabili. Ma dobbiamo essere fiduciosi: al fianco di questa misura straordinaria messa in campo dal Mipaaf, speriamo arrivi anche il Decreto attuativo che sblocchi le risorse del Fermo d’Emergenza da Covid 19. Per ripartire il comparto ha bisogno di sostegno concreto.” conclude il presidente nazionale UNCI Agroalimentare.












