
L’assessore ligure Stefano Mai non si ritiene soddisfatto delle risposte ad oggi ricevute dagli uffici competenti del ministero degli Esteri e Cooperazione internazionale circa la questione della pesca ai grandi pelagici, il pesce spada in particolare, nel mar Ligure e nella fattispecie nel tratto di mare antistante alla costa del Ponente. Per sollecitare soluzioni urgenti Stefano Mai ha scritto al direttore generale per l’Unione Europea del ministero affari esteri e cooperazione internazionale Giuseppe Buccino. “A seguito del sequestro da parte della Guardia Costiera francese del peschereccio Mina, che ha portato allo scoperto il trattato di Caen, ritengo che le rassicurazioni ricevute non siano sufficienti a chiarire definitivamente la delimitazione della zona economica esclusiva di pesca tra Italia e Francia”. Mai lo scorso marzo, nel corso di un incontro con il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola, aveva evidenziato le gravi criticità che avrebbero colpito la flotta tirrenica, quella ligure in particolare, a seguito della ratifica dell’accordo bilaterale Italia-Francia. “Avevo ricevuto rassicurazioni sul fatto che la Zona economica esclusiva istituita dalla Francia non avrebbe interdetto l’attività dei nostri pescatori di grandi pelagici come il pesce spada ma fino ad oggi non sono stati forniti chiarimenti puntuali”. Ha dichiarato Mai che proprio per questo motivo ha rinnovato la richiesta al governo di ridiscutere i termini del trattato affinché la fossa del cimitero dei gamberi resti alla Liguria. Quello che Stefano Mai pretende ora sono garanzie scritte e certe a tutela dell’intero comparto ittico circa la possibilità di pescare in assoluta legalità anche nella Zona economica esclusiva della Francia poiché ricade in acque dell’Unione Europea











