Agrifish, Scognamiglio: “Per la pesca italiana raggiunto risultato importante” -Terminata la full immersione del Consiglio dei ministri Ue, le imprese di pesca, le cooperative e più in generale tutti i pescatori italiani, tirano un sospiro di sollievo.
I lavori, che miravano a un raggiungimento di un accordo politico relativo ai limiti di cattura totali e sui contingenti per i principali stock dell’UE per il prossimo anno, si erano aperti con una proposta della Commissione Europea sulle possibilità di pesca per il 2022 particolarmente sacrificante: erano previste misure di gestione stringenti e penalizzanti per le imbarcazioni dello strascico, ma anche per i palangari e per la pesca dei gamberi di profondità.
Nodo cruciale delle restrizioni proposte al Consiglio, erano nuove zone interdette alla pesca per i palangari, per lo strascico e per il prelievo dei gamberi; per lo stock di gamberi si parlava anche di una riduzione di oltre il 20% del livello massimo di prodotto sbarcabile e per lo strascico di una apertura delle maglie: condizioni inaccettabili per gli addetti.
Alla fine della due giorni, i lavori si sono conclusi con la fissazione di restrizioni che, per lo strascico italiano, risultano meno stringenti rispetto alle premesse, con la previsione di solo fino a un massimo di 4 giorni di fermo in più rispetto al 2021.
“Per la pesca italiana, quello raggiunto è un risultato certamente importante; un risultato che scongiura i timori della vigilia ma che non tranquillizza del tutto per il futuro. Temiamo che gli obiettivi di sostenibilità ecologica, legittimi e necessari, facciano perdere di vista quella economica dei nostri pescatori. L’intero comparto non manca di apprezzare il fattivo intervento del Sottosegretario con delega alla Pesca On. Battistoni che, nell’interlocuzione che si è svolta in sede europea, è riuscito a perorare la causa della nostra pesca, delle tante famiglie di pescatori e delle comunità che di pesca vivono.
Come Organizzazione di Settore, l’impegno che chiediamo ai nostri rappresentanti di Governo per il futuro prossimo, è quello di continuare nella direzione della salvaguardia della pesca italiana, puntando però su soluzioni che non si traducano in semplice ridefinizione del numero di giornate di pesca. La nostra Associazione mira a strategie gestionali che prediligono modelli basati su criteri diversi dalle riduzione delle giornate di pesca puntando, ad esempio, all’elaborazione di Piani di Gestione della risorsa e/o alla definizione, per vari stock ittici, di quote individuali che siano in grado di garantire la sostenibilità ambientale ma soprattutto quella socioeconomica degli operatori ittici italiani. Confidiamo dunque, insieme ai nostri pescatori, nel lavoro e nell’impegno del Sottosegretario con delega alla pesca On. Battistoni e del Direttore Generale della pesca italiana Rigillo”. Così Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale UNCI Agroalimentare.












