Dopo essere stata presentata dal Governo al Parlamento nell’ottobre 2025 e approvata a fine anno, la Legge di Bilancio 2026 è entrata in vigore ieri,1° gennaio, delineando un quadro di interventi che, per la pesca, punta soprattutto sulla gestione delle emergenze ambientali e sulla stabilizzazione delle condizioni operative delle imprese.
Nel presentare la manovra, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha rivendicato la continuità delle politiche pubbliche a sostegno del settore primario. Un’impostazione che, nel caso del comparto ittico, si traduce in interventi mirati più alla gestione dell’esistente che a un rilancio strutturale.
Granchio blu: rafforzata la cabina di regia
Il passaggio più rilevante per la pesca riguarda il rafforzamento della struttura del Commissario straordinario per l’emergenza granchio blu. La gestione viene ricondotta sotto il coordinamento del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, con il coinvolgimento diretto della Direzione Pesca.
La nuova configurazione prevede una task force tecnica composta da dirigenti ministeriali, esperti ambientali e unità delle Capitanerie di Porto, con l’obiettivo di rendere la risposta pubblica più efficace e più aderente alle esigenze operative delle imprese di pesca. Una scelta che punta a ridurre frammentazioni decisionali e tempi di intervento, in particolare nei territori costieri più colpiti dalla diffusione della specie aliena.
Costi operativi: continuità sulle agevolazioni energetiche
Sul piano economico, la manovra conferma anche per il 2026 le agevolazioni sul gasolio agricolo. Pur non trattandosi di una misura specificamente pensata per la pesca, la conferma contribuisce indirettamente a contenere i costi operativi delle imprese ittiche, in un contesto ancora segnato da forte volatilità dei prezzi energetici.
Si tratta di un elemento di continuità che offre una parziale stabilizzazione, senza però incidere sulle criticità strutturali che continuano a pesare sulla sostenibilità economica della pesca professionale.
Una manovra di gestione, non di riforma
Nel complesso, la Legge di Bilancio 2026 per la pesca si configura come una manovra orientata alla gestione delle emergenze e alla tenuta del sistema, più che a un intervento di riforma strutturale. L’attenzione è concentrata sul granchio blu e sulla salvaguardia delle condizioni minime di operatività per le imprese del comparto.
Resta aperto il tema di una strategia di lungo periodo per la pesca italiana, capace di affrontare in modo organico competitività, sostenibilità economica e ricambio generazionale. Un nodo che, anche alla luce delle misure contenute nella manovra, continua a rappresentare una delle principali sfide per il futuro del settore.













