La settimana compresa tra il 29 dicembre 2025 e il 2 gennaio 2026 segna un fisiologico riassestamento dei prezzi nei mercati ittici all’ingrosso italiani. Dopo il picco di domanda legato alle festività di fine anno, le rilevazioni BMTI mostrano un quadro complessivamente orientato alla riduzione dei listini, in particolare per crostacei e pesce azzurro, mentre si conferma una fase di stabilità per il branzino, sia pescato sia allevato.
Il comparto dei gamberi e delle mazzancolle evidenzia in modo chiaro l’effetto post-festivo. I gamberi rosa risultano molto presenti sui mercati, con quotazioni in calo in diverse piazze, soprattutto per le pezzature più comuni. A Roma, ad esempio, il prodotto proveniente dall’Adriatico e dal Tirreno registra flessioni settimanali comprese tra il 7 e il 9 per cento, confermando una dinamica legata all’aumento dell’offerta a fronte di una domanda più prudente dopo le festività.
Anche i gamberi rossi mostrano segnali di ridimensionamento, seppur con andamenti differenziati in base all’origine e alla pezzatura. A Roma si osservano cali settimanali che in alcuni casi superano il 5 per cento, con riduzioni più marcate sulle taglie medio-piccole, mentre in altre piazze, come Firenze, i prezzi risultano sostanzialmente stabili su base settimanale. Un quadro coerente con la conclusione delle vendite festive, tradizionalmente trainanti per questa specie.
Le mazzancolle seguono un percorso analogo. A Roma, uno dei principali mercati di riferimento, le quotazioni registrano una diminuzione significativa rispetto alla settimana precedente, con cali che raggiungono il 20 per cento per alcune provenienze adriatiche. Il confronto su base annua, tuttavia, restituisce in diversi casi valori ancora superiori rispetto allo stesso periodo del 2025, segnale di una domanda che, nel medio periodo, si mantiene strutturalmente solida.
Diverso il quadro per il branzino, che si conferma su livelli di sostanziale stabilità. Per il prodotto pescato fresco, le quotazioni rimangono allineate a quelle delle settimane precedenti, senza variazioni rilevanti sia nel Tirreno sia per il pescato di provenienza nord-europea. Anche il branzino allevato mantiene listini stabili, con leggere differenze legate all’origine e alla pezzatura ma senza segnali di tensione sul fronte dei prezzi. Un equilibrio che riflette una buona programmazione dell’offerta e una domanda costante, anche nel periodo immediatamente successivo alle feste.
Sul fronte del pesce azzurro, la settimana è caratterizzata da una disponibilità contenuta e da un conseguente calo delle quotazioni. Le sardine, in particolare, registrano ribassi sensibili in alcune piazze, come Roma e Palermo, dove la riduzione dei prezzi rispetto alla settimana precedente arriva fino a oltre il 30 per cento. Le acciughe mostrano un andamento simile, con flessioni più evidenti per alcune pezzature e aree di provenienza, pur in presenza di una domanda che resta attiva ma meno sostenuta rispetto ai giorni precedenti alle festività.
Nel complesso, i dati confermano un mercato che sta rapidamente assorbendo l’effetto delle festività natalizie, tornando a dinamiche più coerenti con la stagionalità invernale. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se il rientro dei prezzi, in particolare per crostacei e pesce azzurro, si tradurrà in una fase di stabilizzazione o se prevarranno ulteriori aggiustamenti legati all’andamento delle catture e alla graduale ripresa dei consumi.












