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Home Pesca

Venittelli: “Piano assicurativo e ridefinizione dei confini marittimi, queste le sfide per il 2016”

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
24 Gennaio 2016
in Pesca

«Se il 2015 ha rappresentato certamente l’anno di svolta per il settore della Pesca e dell’Acquacoltura, con una sinergia tra politica e operatori che mai si era manifestata così efficace, nel 2016 altre sfide ci attendono, come quella relativa al piano assicurativo e la ridefinizione dei confini marittimi».
Lo dichiara la deputata Pd, Laura Venittelli che sintetizza così gli obiettivi principali maturati in seno alla riunione del Forum nazionale della pesca del Pd, che giovedì scorso, 21 gennaio, ha riunito a Roma i responsabili regionali di settore delle realtà costiere.

Presenti i rappresentanti di Calabria (Manuela Asteriti), Campania (Raffaele Dobellini), Emilia Romagna (Sergio Caselli, Giuseppe Prioli e Tiziano Arlotti), Marche (Uriano Meconi) e Veneto (Diego Crivellari).
I lavori sono stati introdotti dal responsabile nazionale di settore Laura Venittelli, che ha aggiornato i componenti del Forum sui risultati ottenuti nella Legge di Stabilità 2016: 18 milioni di euro per la cassa integrazione in deroga, ultima possibilità di indennizzo poiché dal 2017 il fermo biologico non avrà la copertura per il personale imbarcato. L’auspicio è che si regolamenti lo stop alla pesca ricorrendo al Cisoa, come già avviene in agricoltura; 3 milioni di euro per la proroga del piano triennale della pesca; decreto su accise benzina (riguarda soprattutto piccola pesca, pesca lagunare e nelle acque interne); una grande riforma strutturale per la pesca: l’utilizzo di Ismea per accedere ai fondi europei (Feamp), attraverso una garanzia che agevoli l’accesso al credito.

Ora l’attenzione del Forum e della Venittelli «è focalizzata su piano assicurativo e confini. Sulla prima questione occorre compiere il passo dalla legge 154 al decreto ministeriale, passaggio propedeutico per poter concorrere alla dotazione dei fondi comunitari previsti dal Feamp agli articoli 35 e 57 su pesca e acquacoltura».

La parlamentare termolese ha osservato che «la nostra dovrà essere una battaglia di carattere politico, che ha l’obiettivo di rendere autonomo il settore ittico, dando una chiara destinazione ai fondi Feamp, cessando una pratica di interventi a pioggia non risolutivi, ma cercando di sviluppare sinergie tali da legare l’economia blu e l’ittica ad altri settori come il commercio, il turismo, le vie del mare e delle acque interne. Per questo abbiamo due strade da percorrere, predisporre una risoluzione che impegna il governo a formulare il decreto attuativo, creare una campagna informativa tramite iniziative sul territorio nazionale per fare pressioni a Governo e Enti».

Il secondo obiettivo «riguarda la definizione dei confini delle acque territoriali. Riteniamo inaudito che nell’ambito dell’Unione europea ci siano azioni di polizia marittima tra flottiglie di stati membri, come avvenuto giorni fa al confine tra la Liguria e la Francia, dove un peschereccio sanremese è stato sequestrato dalle autorità transalpine. L’Italia deve farsi valere in ogni ambito, poiché non possiamo subire passivamente che bacini redditizi finiscano per essere riserva di altre marinerie. Su questo – conclude la nota della Venittelli – chiederemo lumi alla Commissione Trasporti, ma politicamente ci sarà una mobilitazione che il Pd vorrà organizzare a Imperia, i nostri operatori, gli imbarcati e gli armatori non devono essere lasciati soli».

Tags: acquacolturaLaura Venittellipesca
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Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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