
Una ricerca pubblicata sulla rivista PeerJ e condotta da scienziati di Salford, Exeter e Bristol, per identificare i livelli di errori di etichettatura o ‘non etichettatura’ sui menù dei ristoranti ha prodotto le prove che la pratica di etichettatura lassista nel settore dei servizi del Regno Unito, rispetto al settore di vendita al dettaglio, può avere conseguenze indesiderate.
Stefano Mariani, professore di genetica di conservazione presso l’Università di Salford, ha dichiarato: “La vendita di specie ittiche rare sotto termini generici come ‘tonno’ o ‘anguilla’ ostacola la scelta del consumatore con potenziali danni economici, sulla salute e sull’ambiente.
Come consumatori siamo sempre più abituati a chiedere informazioni su ciò che acquistiamo nei negozi, ma non manifestiamo lo stesso interessamento quando mangiamo fuori.”
Gli scienziati hanno analizzato l’etichettatura di prodotti ittici in 31 sushi bar e ristoranti in tutta l’Inghilterra e hanno scoperto che il 10% dei pesci serviti a tavola non è stato correttamente descritto sul menu.
Un recente studio sulle vendite al dettaglio presso l’Università di Salford ha evidenziato invece che il 3,3% del pesce viene etichettato in modo non corretto..
I livelli di frode nei sushi bar del Regno Unito sono stati, tuttavia, significativamente inferiori rispetto a quelli registrati in Nord America.
Il sistema di etichettatura utilizzato nei prodotti ittici attualmente sembra essere più efficace nell’Unione Europea rispetto al Nord America.











