
Gli scienziati di tutto il mondo stanno unendo le forze per permettere al settore europeo dell’acquacoltura e della pesca di affrontare il cambiamento climatico nel miglior modo possibile.
L’obiettivo generale è quello di preservare le acque destinate alla pesca e all’acquacoltura.
Ventuno istituti di ricerca con sede in Europa, Vietnam, Cile e Canada si sono incontrati a Tromsø, in Norvegia, per lavorare con il ClimeFish progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea. In quattro anni, più precisamente a marzo 2020, il progetto sarà completato.
ClimeFish è guidato dall’Università di Tromsø (The Arctic University of Norway) insieme all’istituto di ricerca alimentare Nofima e The Institute of Marine Research.
Lo scopo di questa ricerca è quello di individuare le conseguenze che i cambiamenti climatici portano a pesca e acquacoltura (sia di acqua salata che di acqua dolce). Attraverso lo sviluppo di previsioni e strumenti efficaci, il progetto di ricerca ClimeFish permetterà alle autorità di essere meglio attrezzate per adattarsi ai cambiamenti climatici.
L’aumento della temperatura, l’aumento della salinità delle acque oceaniche, l’acidificazione, l’eutrofizzazione e l’erosione, così come le nuove specie che migrano nelle acque europee, rappresentano i cambiamenti da studiare. ClimeFish studierà 25 specie di pesci e crostacei di acqua dolce e salata
Cassandra De Young, divisione Pesca e Acqualcoltura di FAO Italia, ha commentato: “Questo progetto è stato sviluppato per rafforzare la nostra comprensione di ciò che ci si può aspettare nel settore della pesca e dell’acquacoltura dai cambiamenti climatici nel prossimo futuro. Useremo un modello up-to-date dei dati per simulare i possibili scenari, utilizzando modelli di previsione per ogni possibile scenario. Questi modelli di simulazione saranno valutati in stretta collaborazione con i nostri stakeholder, al fine di garantirne l’applicabilità scientifica. Una vasta gamma di casi di studio sarà inclusa nei modelli di simulazione in modo che le variazioni in Europa siano coperte e in modo che i dati generati possano aiutare a prepararci per quello che ci si può aspettare nel futuro. La speranza è che si guadagnino ulteriori conoscenze dai modelli applicati che possano aiutarci a comprendere meglio in che misura il cambiamento climatico influirà sull’acquacoltura e sulla pesca in Europa. Spero che useremo questi modelli con saggezza e che li useremo per una gestione responsabile della pesca e dell’acquacoltura “.
Michaela Aschan – Project manager per ClimeFish, di UIT University, in Norvegia, ha detto: “La popolazione mondiale è in crescita e di conseguenza la domanda di cibo, soprattutto di alimenti proteici, quindi la capacità di produrre cibo da sistemi acquatici deve essere ulteriormente sviluppata. L’Europa si trova nell’emisfero settentrionale e in parte nella regione artica; il riscaldamento climatico introduce nuove sfide, ma anche nuove opportunità, quando si parla di pesca e acquacoltura. Questi sono i due motivi principali per cui l’UE finanzia 5 milioni di euro in progetti per far fronte a questa sfida”











