• CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
lunedì 20 Aprile, 2026
Pesceinrete
  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Protagonisti
    • Aziende
    • Istituzioni
      • Europee
      • Nazionali
      • Regionali
    • Associazioni di categoria
      • Associazione Mediterranea Acquacoltori
      • Legacoop Agroalimentare
      • Assoittica Italia
      • Federpesca
      • PescaAgri-CIA
      • Unci AgroAlimentare
    • Sindacati
      • UILA Pesca
    • ONG
    • Consorzi e Cooperative
      • CIRSPE
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Protagonisti
    • Aziende
    • Istituzioni
      • Europee
      • Nazionali
      • Regionali
    • Associazioni di categoria
      • Associazione Mediterranea Acquacoltori
      • Legacoop Agroalimentare
      • Assoittica Italia
      • Federpesca
      • PescaAgri-CIA
      • Unci AgroAlimentare
    • Sindacati
      • UILA Pesca
    • ONG
    • Consorzi e Cooperative
      • CIRSPE
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home Sostenibilità

Microplastiche influenzano negativamente alimentazione e riproduzione delle ostriche

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
16 Giugno 2016
in Sostenibilità

Secondo una recente ricerca condotta da studiosi della Trent University (Canada), le ostriche esposte a microplastiche e polistirolo, producono meno figli, crescono lentamente e raggiungono dimensioni inferiori rispetto a quelle non esposte.

I risultati di questo studio si aggiungono alla crescente evidenza dei danni causati dall’inquinamento da microplastiche e può aiutare le parti interessate ad agire su detriti di plastica per evirare che essi entrino negli oceani e per limitarne l’impatto a lungo termine sulla vita marina.

Le microplastiche, piccoli frammenti di plastica inferiore a 5 mm di diametro, si trovano in tutti gli oceani del mondo. Ampiamente utilizzati, per esempio nei prodotti di cura personale, finiscono negli oceani tramite acque reflue domestiche o industriali.
C’è una crescente preoccupazione per gli effetti delle microplastiche sugli organismi marini. Filtratori, come ostriche e cozze, che ottengono il loro cibo filtrando fitoplancton da abbondanti quantità di acqua, sono particolarmente suscettibili a consumare grandi quantità di microplastiche insieme con il loro cibo.
Lo studio in questione ha esaminato l’effetto dell’inquinamento da microplastiche sull’ostrica del Pacifico (Crassostrea gigas). Crassostrea gigas è una delle specie più comunemente prodotta nel mondo. È ampiamente coltivata lungo le zone costiere di Australia, Nuova Zelanda e Nord America, così come in molte zone d’Europa, tra cui Francia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Regno Unito. I ricercatori hanno, nel corso dello studio, hanno scoperto che il polistirolo/microplasticha aveva alterato l’alimentazione, il consumo di energia e la riproduzione delle ostriche ad esso esposte. Il polistirolo ha anche compromesso la salute riproduttiva delle ostriche. Le femmine esposte hanno prodotto del 5% più piccoli e il 38% in meno di ovociti (uova in via di sviluppo) rispetto alle femmine non esposte. La velocità di nuoto degli spermatozoi (l’indicazione della fertilità di un maschio) dei maschi esposti è stata del 23% più lento di quello dello sperma di maschi non esposti. Inoltre, il 41% in meno di larve è stato prodotto dalle uova e sperma di individui esposti e le larve sono cresciute più lentamente e hanno raggiunto dimensioni più piccole del 18%, a fronte di larve prodotte dalle ostriche non esposte.
Questi risultati suggeriscono che l’inquinamento da microplastiche può avere effetti a lungo termine sulle future popolazioni di ostriche del Pacifico, selvatiche e coltivate, che possono influenzare gli ecosistemi costieri e dell’acquacoltura. Questo studio serve come un avvertimento precoce del danno potenziale a lungo termine che filtratori, come le ostriche in zone costiere, possono avere dall’inquinamento da microplastiche. I ricercatori sperano che i forti effetti negativi evidenziati dal loro studio dovrebbero incoraggiare i decisori a limitare l’impatto di microplastiche nei decenni a venire.

Tags: microplasticheostriche
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

“Mare Sicuro 2016”: Delrio, Martina e Galletti presentano l’operazione della Guardia Costiera

Prossimo articolo

Coldiretti Puglia, bene la Commissione europea su sbiancamento molluschi

Mariella Ballatore

Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

Articoli Correlati

EU maritime spatial planning and fisheries

Spazio marittimo UE, la pesca chiede equilibrio

by Alice Giacalone
16 Aprile 2026

La pianificazione dello spazio marittimo torna al centro dell’agenda europea con un messaggio che, per il settore ittico, suona come...

Trapline enters Italy’s swordfish fishery: why this trial matters

Trapline, la nuova sfida nella pesca al pesce spada

by Davide Ciravolo
10 Aprile 2026

C’è un passaggio che rischia di passare in sordina, ma che potrebbe avere un peso concreto nel futuro della pesca...

Aquaculture Credibility: Built on Processes, Not Claims

Acquacoltura: come costruire credibilità sul mercato

by Tiziana Indorato
8 Aprile 2026

Chi lavora nel settore dell’acquacoltura sa bene che la credibilità non si costruisce nel momento in cui si presenta il...

Marine Heatwaves Are Reshaping the Western Mediterranean Fishery

Mediterraneo occidentale, le ondate di calore cambiano la pesca: catture giù oltre il 10%

by Davide Ciravolo
8 Aprile 2026

Chi frequenta il mare per lavoro sa che qualcosa è cambiato. Le acque sono diverse, le stagioni meno prevedibili, certe...

Prossimo articolo

Coldiretti Puglia, bene la Commissione europea su sbiancamento molluschi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Categorie articoli





Newsletter

Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura.
In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Categorie

  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Eventi e Fiere
  • Mercati
  • Sostenibilità
  • Tecnologia

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

  • Chi siamo
  • PARTNER
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter

© 2023 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete- il quotidiano del settore ittico | Web design by Motion Head

  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Protagonisti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2023 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete- il quotidiano del settore ittico | Web design by Motion Head