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Home Sostenibilità

Oceana. Conclusa la prima spedizione nel Mare del Nord

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
31 Agosto 2016
in Sostenibilità

Oceana ha completato lo scorso 29 agosto la sua prima spedizione nel Mare del Nord, durante la quale gli scienziati, a bordo della MV Neptune, hanno esaminato le acque di Paesi Bassi, Regno Unito, Norvegia e Danimarca. Dal lancio della spedizione avvenuto due mesi fa, Oceana ha coperto quasi 2000 miglia nautiche e documentato fino a 700 specie in 13 aree di interesse. I dati provenienti da 73 immersioni sono stati raccolti tramite un veicolo comandato a distanza (ROV), mai utilizzato prima in alcune delle aree monitorate, da subacquei professionisti e circa 200 campioni di fauna prelevati dal fondo del mare.

Oceana ha documentato un’elevata biodiversità in molte delle aree che sono caratterizzate da habitat sensibili, come le gorgonie, scogliere di Sabellaria e scogliere in pietra. Sono state riscontrare aree fortemente disturbate dalle attività umane, con segni evidenti di pesca a strascico, attrezzi da pesca e reti fantasma, piattaforme petrolifere, cavi, tubazioni e parchi eolici. “Il Mare del Nord è uno dei mari più industrializzati e disturbati in tutto il mondo. Molti degli habitat fragili sono già stati persi o gravemente degradati, e con loro, la vita che hanno accolto. Ma c’è una speranza! Gli scienziati di Oceana hanno trovato nel Mare del Nord aree piene di vita, che necessitano di protezione. Un piano ben organizzato in grado di gestire le aree marine protette sarà di grande beneficio non solo per la tutela della biodiversità, ma anche di supporto per la ricostituzione degli stock “, spiega Lasse Gustavsson, Direttore Esecutivo di Oceana Europe.

Quasi la metà delle risorse ittiche presenti nel Mare del Nord sono sovrasfruttate e la necessità di ricostituire le scorte è una delle più grandi sfide affrontate dai paesi costieri. I risultati preliminari di Oceana hanno segnalato alcuni settori in cui la protezione può essere importante per aiutare la ricostituzione degli stock. Ad esempio, cinque aree presenti nelle acque olandesi sembrano fornire habitat importanti per una vasta gamma di specie commerciali, come sogliole e scampi. I nuovi dati raccolti circa l’importanza biologica di alcuni siti costituiranno la base di proposte per stabilire o ampliare le zone marine protette (marine protected areas MPAs) e rafforzare la loro gestione.

I dati saranno anche condivisi con le autorità nazionali, scienziati e altre organizzazioni, per sostenere gli sforzi più ampi per proteggere il Mare del Nord. Oceana sta promuovendo la costituzione di un network coerente tra le aree marine protette del Mare del Nord in grado di preservare la biodiversità e contribuire a ricostituire gli stock ittici esauriti, contribuendo in tal modo anche a creare posti di lavoro nel settore della pesca e l’approvvigionamento alimentare più sano per i consumatori. La spedizione è stata resa possibile grazie ai generosi finanziamenti dalla Dutch Postcode Lottery. Oceana ha svolto questo lavoro, in consultazione con le autorità locali, scienziati e ONG di ciascuno dei quattro paesi, e in collaborazione con Dutch conservation organisation e Anemoon Foundation.

Tags: Mare del NordOceanasostenibilità
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Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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