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Home Sostenibilità

A Immagimondo “The End of The Line”, docufilm sullo sfruttamento ittico

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
16 Novembre 2015
in Sostenibilità

Nell’aula magna del Politecnico di Lecco, la conferenza di chiusura del festival Immagimondo

, iniziato il 19 settembre. La manifestazione si è conclusa riprendendo lo stesso tema che aveva caratterizzato l’evento di apertura: lo sfruttamento ittico. Durante la serata è stato proiettato The End of the Line, un film-documentario diretto da Rupert Murray e vincitore di numerosi premi di carattere ambientale tra i quali PUMA Creative Impact Award, The International Wildlife Film Festival-Marine Conservation Award e Blue Ocean Film Festival-Ocean Issues & Conservation Award.
Il film focalizza l’attenzione su uno dei problemi ambientali più imminenti e cerca di rieducare lo spettatore attraverso dati e testimonianze. Numerosi sono gli scienziati intervistati, dai quali risulta all’unanimità il fatto chel’oceano e soprattuto i pesci che lo popolano non possono essere più considerati risorse rinnovabili. Lo sfruttamento dei fondali e la pesca intensiva, in particolare quella a strascico, sono infatti ormai fuori controllo e una sensibilizzazione globale risulta essere necessaria. Dal Senegal a Tokio, dal Canada allo stretto di Gibilterra, il mondo intero è coinvolto in quello che rischierà essere il primo grande segnale del nostro impatto sulla terra.
Un esempio concreto della nostra attuale incapacità di gestire nell’immediato questa catastrofe è riportata nel seguente video, dove, nonostante la documentazione fornita dai ricercatori, la soglia di pesca decisa dai politici della Commissione Europea, venne fissata al triplo della soglia raccomandata.
In questo scenario catastrofico non tutto è perduto: nel film difatti gli spettatori vengono invitati più volte ad agire in prima persona partendo dalle piccole cose, quali ad esempio controllare e chiedere sempre la provenienza dei prodotti d’uso quotidiano. Un forte sostegno alla causa sarebbe inoltre quello di interessarsi per difendere ed aumentare l’estensione delle aree marine protette. In molte zone della terra la pesca sfrenata ed eccessiva, grazie anche all’avanzamento delle nuove tecnologie, ha portato all’estinzione di alcune specie. Questo ha conseguentemente e irreversibilmente alterato l’equilibrio della catena alimentare: le principali prede della specie estinta, in mancanza di cacciatori, hanno avuto una crescita esponenziale influenzando a loro volta l’ambiente in cui vivono.
Il mare e i suoi abitanti, una risorsa da sempre considerata rinnovabile, si sta lentamente esaurendo e rimediare a tutto ciò sta solo a noi. The End of the Line è una schiacciante accusa alla morale che governa la nostra società. Punta il dito contro l’omertà dei nostri politici, contro gli accordi tra governi e multinazionali e contro le nostre abitudini sbagliate. Il film si risolve in un’unica ed ironica domanda: “Dove è finito il pesce? Ce lo siamo mangiato tutto noi”.

Fonte LeccoNews.lc

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Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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