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Home Acquacoltura

Biodiversità, Tardino: “La nuova strategia Ue dimentica il ruolo dei pescatori e delle flotte artigianali”

L'eurodeputata ha depositato 14 emendamenti modificativi alle linee guida attuative della nuova Strategia sulla biodiversità

Redazione by Redazione
27 Gennaio 2021
in Acquacoltura, Europee, In evidenza, Istituzioni, News, Pesca
biodiversità

biodiversità

“Il dibattito europeo sulle future strategie a tutela della biodiversità, rischia di lasciare clamorosamente fuori dai giochi chi può avere un vero ruolo di sentinella e di protezione dei mari e delle terre, non solo nell’ottica della conservazione delle specie, ma anche della sicurezza alimentare e delle fonti di approvvigionamento. Ogni decisione che sarà presa a Bruxelles non può prescindere dal coinvolgimento diretto dei portatori d’interesse come pescatori, agricoltori, cacciatori e proprietari di fondi”.

Lo dichiara Annalisa Tardino, europarlamentare della Lega e componente delle commissioni per la pesca e per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, che ha depositato 14 emendamenti modificativi alle linee guida attuative della nuova Strategia sulla biodiversità presentata lo scorso anno dalla Commissione europea. Emendamenti co-firmati dai colleghi della delegazione Lega in Commissione pesca Rosanna Conte, Massimo Casanova e Valentino Grant. L’eurodeputata siciliana è anche co-firmataria degli emendamenti proposti in Commissione ENVI, sempre sulle strategie per la biodiversità proposti dal vicepresidente dell’intergruppo caccia e biodiversità, Marco Dreosto.

“Oggi c’è il pericolo di far ricadere sulle spalle di pescatori e imprese locali gli oneri finanziari della nuova strategia, dove si guarda a una sola dimensione, quella ambientale, e si mettono da parte quelle sociali ed economiche. Gli emendamenti da noi proposti vogliono, invece, riconoscere e rafforzare il ruolo giocato dai pescatori e dalle comunità costiere e insulari, ruolo in parte snobbato nella proposta della Commissione europea dove, tra l’altro, si erano dimenticati di inserire a chiare lettere l’acquacoltura tra le attività cui riservare finanziamenti adeguati attraverso il Feamp. Le nostre proposte riguardano anche l’eliminazione di costi aggiuntivi e oneri amministrativi per le imprese di pesca, soprattutto nelle zone Natura 2000; l’erogazione di finanziamenti che possano migliorare la capacità di resilienza e la stabilità economica, in particolare delle flotte costiere artigianali e dei pescatori su piccola scala; garantire ai singoli Stati membri la possibilità di poter definire in quale percentuale utilizzare i fondi europei a tale scopo; rivedere gli accordi di partenariato con i paesi terzi che devono, anche loro, rispettare gli obiettivi fondamentali della Strategia Biodiversità 2030”, conclude Annalisa Tardino.

Tags: acquacolturapescapesca artigianalepescatorisettore itticostrategia sulla biodiversità
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