• CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
lunedì 20 Aprile, 2026
Pesceinrete
  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Protagonisti
    • Aziende
    • Istituzioni
      • Europee
      • Nazionali
      • Regionali
    • Associazioni di categoria
      • Associazione Mediterranea Acquacoltori
      • Legacoop Agroalimentare
      • Assoittica Italia
      • Federpesca
      • PescaAgri-CIA
      • Unci AgroAlimentare
    • Sindacati
      • UILA Pesca
    • ONG
    • Consorzi e Cooperative
      • CIRSPE
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Protagonisti
    • Aziende
    • Istituzioni
      • Europee
      • Nazionali
      • Regionali
    • Associazioni di categoria
      • Associazione Mediterranea Acquacoltori
      • Legacoop Agroalimentare
      • Assoittica Italia
      • Federpesca
      • PescaAgri-CIA
      • Unci AgroAlimentare
    • Sindacati
      • UILA Pesca
    • ONG
    • Consorzi e Cooperative
      • CIRSPE
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home Sostenibilità

Campagna Friend of the Sea contro shark finning porta Deliveroo a eliminare pinne di squalo dai menu

La petizione online internazionale di Friend of the Sea ha coinvolto anche Deliveroo

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
19 Febbraio 2019
in Sostenibilità
Shark finning

Shark finning

Consumare a tavola la zuppa di pinne di squalo è un’antica tradizione, dura a morire, molto diffusa nelle feste e nei banchetti nuziali di molti Paesi asiatici, che nel tempo si è espansa anche altrove. Anche nel resto del mondo, dove non è un costume, ma semplicemente una questione di curiosità e di “piacere”, se così si può definire, enogastronomico.

Aldilà di ogni considerazione “di gusto”, la faccenda, oltre che essere atroce, rappresenta, da anni, un serio problema ambientale, poiché la crescente domanda del prezioso ingrediente sta spingendo gli squali all’estinzione, interrompendo l’equilibrio degli oceani.

 

In alcune aree di pesca, l’intero ecosistema è risultato alterato a causa della sovrapesca di squali, con tutta una serie di conseguenze negative sia per gli umani che per tutte le altre specie marine.

 

Tanto per avere un ordine di grandezza, ogni anno, in tutto il mondo, vengono uccisi 100 milioni di esemplari, con un giro d’affari complessivo di diverse centinaia di milioni di euro.

 

La lotta a questo fenomeno è condotta attraverso diverse campagne di sensibilizzazione.

L’ultima in ordine di tempo, è quella portata al successo dall’organizzazione Friend of the Sea che, con una petizione online internazionale che ad oggi conta quasi 4.000 firme, ha portato la grande azienda di distribuzione di cibo a domicilio Just Eat a eliminare dai propri menu i piatti a base di pinne di squalo.

“L’essere riusciti a stimolare la reazione immediata di Just Eat rappresenta per noi una vittoria e un traguardo molto importante”, ha spiegato Paolo Bray, fondatore e direttore di Friend of the Sea. “Abbiamo contattato altre importanti società di consegna di cibo – ha poi aggiunto – e prevediamo di ricevere presto il loro impegno formale per non vendere pinne di squalo”. 

L’intuizione, la successiva azione e le previsioni di Friend of the Sea hanno colto nel segno producendo, a loro volta, una straordinaria eco che si è propagata fino a raggiungere anche Deliveroo, che si aggiunta al suo competitor annunciando di aver rimosso 600 piatti contenenti le shark fin da 180 ristoranti della sua piattaforma globale.

“Del resto – ha concluso Bray – le società di delivery alimentare possono avere un ruolo molto importante nell’educare i ristoranti e i consumatori al rispetto dell’ambiente e della responsabilità sociale. Le scelte recenti di Just Eat e Deliveroo avranno certamente un impatto positivo per le oltre 400 specie di squalo in pericolo a causa di una pesca eccessiva”.

Tags: Friend of the Seapescapinne di squalosettore itticoshark finning
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Le nuove tendenze alimentari incidono sulle vendite di pesce in tutto il mondo

Prossimo articolo

Il Regno Unito si attiva per proibire la pesca elettrica post Brexit

Mariella Ballatore

Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

Articoli Correlati

EU maritime spatial planning and fisheries

Spazio marittimo UE, la pesca chiede equilibrio

by Alice Giacalone
16 Aprile 2026

La pianificazione dello spazio marittimo torna al centro dell’agenda europea con un messaggio che, per il settore ittico, suona come...

Trapline enters Italy’s swordfish fishery: why this trial matters

Trapline, la nuova sfida nella pesca al pesce spada

by Davide Ciravolo
10 Aprile 2026

C’è un passaggio che rischia di passare in sordina, ma che potrebbe avere un peso concreto nel futuro della pesca...

Aquaculture Credibility: Built on Processes, Not Claims

Acquacoltura: come costruire credibilità sul mercato

by Tiziana Indorato
8 Aprile 2026

Chi lavora nel settore dell’acquacoltura sa bene che la credibilità non si costruisce nel momento in cui si presenta il...

Marine Heatwaves Are Reshaping the Western Mediterranean Fishery

Mediterraneo occidentale, le ondate di calore cambiano la pesca: catture giù oltre il 10%

by Davide Ciravolo
8 Aprile 2026

Chi frequenta il mare per lavoro sa che qualcosa è cambiato. Le acque sono diverse, le stagioni meno prevedibili, certe...

Prossimo articolo
Le navi dell'Unione europea non potranno più effettuare la pesca elettrica nelle acque del Regno Unito dopo la Brexit, lo ha annunciato il ministro della pesca britannico George Eustice

Il Regno Unito si attiva per proibire la pesca elettrica post Brexit

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Categorie articoli





Newsletter

Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura.
In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Categorie

  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Eventi e Fiere
  • Mercati
  • Sostenibilità
  • Tecnologia

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

  • Chi siamo
  • PARTNER
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter

© 2023 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete- il quotidiano del settore ittico | Web design by Motion Head

  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Protagonisti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2023 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete- il quotidiano del settore ittico | Web design by Motion Head