“Con i porti chiusi in seguito all’emergenza Covid-19, il settore della pesca rischia un gravissimo contraccolpo. Parliamo di circa 12mila aziende e 28mila lavoratori. Il governo italiano e l’Unione europea hanno gli strumenti per intervenire e devono farlo subito”.
Lo ha detto Rosanna Conte, eurodeputata della Lega e capogruppo di Identità e democrazia in commissione Pesca al Parlamento europeo.
“È incomprensibile che, come denunciato dalle organizzazioni di categorie, la pesca sia stata esclusa dai provvedimenti dell’ultimo decreto dell’esecutivo. Servono fondi per assicurare la cassa integrazione e la sospensione degli oneri fiscali e contributivi, oltre ai pagamenti delle rate di mutui e prestiti. Bisogna concordare con Bruxelles misure ad hoc e straordinarie nel quadro del Feamp, a partire dallo sblocco dei pagamenti per i fermo pesca già effettuati e non ancora pagati. Senza dimenticare le garanzie per consentire l’accesso al credito ai pescatori. Tutto questo va fatto subito: ogni giorno che un pescatore trascorre lontano dal mare è una perdita per il reddito suo e della sua famiglia. Se non si agisce, il rischio è che l’emergenza coronavirus diventi il colpo mortale inferto a un settore già duramente indebolito da politiche sbagliate attuate a livello comunitario”, ha concluso Conte.












