• CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
giovedì 14 Maggio, 2026
Pesceinrete
  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Protagonisti
    • Aziende
    • Istituzioni
      • Europee
      • Nazionali
      • Regionali
    • Associazioni di categoria
      • Associazione Mediterranea Acquacoltori
      • Legacoop Agroalimentare
      • Assoittica Italia
      • Federpesca
      • PescaAgri-CIA
      • Unci AgroAlimentare
    • Sindacati
      • UILA Pesca
    • ONG
    • Consorzi e Cooperative
      • CIRSPE
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Protagonisti
    • Aziende
    • Istituzioni
      • Europee
      • Nazionali
      • Regionali
    • Associazioni di categoria
      • Associazione Mediterranea Acquacoltori
      • Legacoop Agroalimentare
      • Assoittica Italia
      • Federpesca
      • PescaAgri-CIA
      • Unci AgroAlimentare
    • Sindacati
      • UILA Pesca
    • ONG
    • Consorzi e Cooperative
      • CIRSPE
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home News

Andaloro: trent’anni di errori che hanno piegato la pesca italiana nel Mediterraneo

Alla Rassegna del Mare di Trapani, il biologo marino analizza le radici di una crisi che non nasce dal mare ma dall’uomo, dalla politica e da una scienza distratta

Davide Ciravolo by Davide Ciravolo
27 Ottobre 2025
in News, Pesca
pesca italiana nel Mediterraneo

Durante la XXXIV Rassegna del Maredi Trapani, Franco Andaloro, componente del comitato Scientifico della Fondazione Italiana Biologi (Fib), ha pronunciato uno degli interventi più lucidi e disarmanti dell’intera manifestazione.

Con la schiettezza di chi conosce il settore dall’interno, ha ripercorso tre decenni di pesca italiana nel Mediterraneo, riconoscendo gli errori di un sistema in cui la ricerca scientifica, la politica e le stesse associazioni di categoria hanno contribuito, seppure in modi diversi, al progressivo impoverimento del comparto.
Non un atto d’accusa, ma una riflessione collettiva: “abbiamo sbagliato tutti”, è il messaggio che Andaloro ha consegnato al pubblico.

Un modello costruito su presupposti sbagliati

Secondo Andaloro, la pesca italiana nel Mediterraneo è stata gestita per trent’anni come se questo mare fosse un oceano.
Le politiche comunitarie, con la complicità della ricerca che non ha mai applicato davvero un approccio ecosistemico, hanno sviluppato per il Mediterraneo piani di gestione delle risorse nati per i mari a biomassa elevata e bassa biodiversità, e fondati esclusivamente sul raggiungimento del Maximum Sustainable Yield
Applicati al Mediterraneo, mare chiuso e multispecifico, questi modelli si sono rivelati non solo inefficaci, ma devastanti.
L’Italia ha ridotto di oltre il 50% la propria flotta, ha demolito centinaia di pescherecci e disperso competenze storiche, senza ottenere l’aumento delle catture né il recupero degli stock ittici promessi, ciò nonostante la politica della demolizione della flotta permane l’unico strumento adottato.
È il paradosso di una gestione che ha scelto la matematica al posto dell’ecologia.

Scienza, politica e rappresentanza: un’alleanza mancata

Nel suo intervento, Andaloro ha puntato il dito anche contro la frammentazione delle responsabilità.
La scienza, ha spiegato, ha preferito produrre dati “comodi”, facilmente spendibili nei tavoli tecnici, anziché farsi interprete della complessità del Mediterraneo.
La politica ha privilegiato la logica delle deroghe e degli ammortizzatori sociali, rinunciando a una programmazione strutturale.
Le associazioni di categoria, infine, troppo spesso si sono fermate alla gestione del quotidiano, difendendo il contingente invece di investire in visione e innovazione.
Il risultato è stato un sistema che, per trent’anni, ha agito come se la fine della pesca fosse un evento annunciato e inevitabile.

Un Mediterraneo fragile e dimenticato

Andaloro ha ricordato che la crisi della pesca non è solo questione di flotta o di licenze.
È il sintomo di un mare alterato, in cui la somma di fattori ambientali e antropici ha cambiato in modo irreversibile gli equilibri ecologici.
L’inquinamento costiero, le plastiche in mare, l’acidificazione e l’aumento della temperatura hanno modificato la distribuzione delle specie.
La modifica delle correnti marine levantine dovuta al climate change hanno spostato il trasferimento dei nutrienti dallo Stretto di Sicilia ad altri mari causando il collasso della biomassa del pesce azzurro nell’area che alimentava l’economia della pesca delle flotte siciliane e tunisine
In questo scenario, la ricerca ha continuato a descrivere fenomeni senza tradurli in strumenti gestionali efficaci, e la politica ha reagito con lentezza.

La tempesta perfetta e l’accaparramento del mare

La pesca italiana nel Mediterraneo vive oggi una “tempesta perfetta”: a una crisi strutturale si è aggiunto il nuovo fronte dell’accaparramento dello spazio marittimo.
Andaloro ha richiamato l’attenzione sugli oltre 100 progetti di impianti eolici offshore presentati in assenza di un reale coinvolgimento delle comunità costiere.
La pianificazione dello spazio marittimo, prevista dalle direttive europee, è rimasta sulla carta o è stata elaborata con logiche burocratiche che ignorano le economie locali.
È un fenomeno che rischia di marginalizzare ulteriormente la pesca, confinandola ai margini di un mare sempre più prezioso per altre attività che non riconosce più come proprio e dal quale rischia di rimanere esclusa. Questo sta portando a una perdita di identità e sostenibilità sociale delle comunità costiere rischiando di compromettere anche il turismo.

Il Mediterraneo come ecosistema, non come statistica

Andaloro ha concluso con un appello alla responsabilità condivisa.
Il Mediterraneo non può essere governato con gli stessi strumenti applicati agli oceani, né la pesca può essere ridotta a numeri da compensare con sussidi.
Serve una gestione ecosistemica, basata su conoscenza reale, partecipazione e adattamento.
Scienza, istituzioni e associazioni devono tornare a lavorare insieme, superando la frammentazione che ha indebolito il settore e affrontando adeguatamente la questione mediterranea ovvero la gestione del mare e delle sue risorse in uno scenario geopolitico complesso in assenza di efficaci autorità transazionali essendo le normative unionali non valide per i paesi nord africani e quelle internazionali da loro disattese.
Il mare, ha ammonito, “non si governa con modelli astratti, ma con consapevolezza, etica e rispetto”.

Tags: associazioni di categoriaBlue EconomyFranco AndalorogovernanceMediterraneopesca italianasostenibilità
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Il falso mito del “dumping” nel caso del gambero rosso nordafricano

Prossimo articolo

Red Shrimp Exports: Why North Africa Isn’t Doing Dumping

Davide Ciravolo

Davide Ciravolo

Articoli Correlati

microalghe sostenibili

Microalghe, meno sprechi con il riuso dell’acqua di coltura

by Davide Ciravolo
14 Maggio 2026

Le microalghe sono spesso raccontate come una delle risorse più promettenti della bioeconomia marina. Possono trovare applicazione nel feed, nella...

trasparenza prezzi alimentari

Prezzi alimentari, Governo e GDO aprono il tavolo sulla trasparenza

by Tiziana Indorato
14 Maggio 2026

La trasparenza nella dinamica dei prezzi alimentari torna al centro del confronto tra istituzioni e Grande Distribuzione Organizzata. Al Mimit...

acquacoltura in Germania - InfiniteSea-Credit-Uri-Magnus

Acquacoltura, la Germania cerca nel pesce la sua nuova sfida tecnologica

by Alice Giacalone
14 Maggio 2026

La Germania è uno dei Paesi simbolo dell’ingegneria europea. Automazione, meccanica, digitalizzazione, impiantistica e ricerca applicata sono ambiti nei quali...

COSVAP a TUTTOFOOD 2026

TUTTOFOOD, il COSVAP porta a Milano la filiera siciliana

by Redazione
14 Maggio 2026

La Sicilia dell'ittico e dell'agroalimentare si presenta a TUTTOFOOD 2026 con una presenza che va oltre la semplice partecipazione fieristica....

Prossimo articolo
Red Shrimp Exports Why North Africa Isn’t Doing Dumping

Red Shrimp Exports: Why North Africa Isn’t Doing Dumping

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Categorie articoli





Newsletter

Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura.
In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Categorie

  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Eventi e Fiere
  • Mercati
  • Sostenibilità
  • Tecnologia

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

  • Chi siamo
  • PARTNER
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter

© 2023 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete- il quotidiano del settore ittico | Web design by Motion Head

  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Protagonisti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2023 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete- il quotidiano del settore ittico | Web design by Motion Head