
Approvato il Decreto Mezzogiorno con importanti interventi per lo sviluppo economico delle regioni Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia. Il nuovo regime di aiuto previsto dalla misura “Resto al Sud” vede quali beneficiari la nuova imprenditoria giovanile (età 18 -35 anni) per avviare un’attività propria.
La novità consiste nell’aumento del contributo da 40mila a 50mila euro ed estensione ai servizi turistici e al settore pesca e acquacoltura, sempre beneficiari i giovani tra i 18 e i 35 anni di età che hanno costituito o intendono costituire imprese individuali o società, comprese le cooperative, con sede legale o operativa nelle regioni interessate dal decreto.
Le spese ammesse prevedono la copertura dell’intero investimento e del capitale circolante. Il contributo a finanziamento è così strutturato: erogazione totale di 50.000 euro, di cui il 35% a fondo perduto, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante. Il finanziamento residuale, rispetto alla quota di contributo a fondo perduto, sarà a tasso zero ed erogato tramite il sistema bancario, con il beneficio della garanzia pubblica, attraverso apposita sezione del Fondo di Garanzia per le PMI.
UNCI e UNCI AGROALIMENTARE hanno sottoscritto con l’Ente del Microcredito Centrale un protocollo d’intesa per dare sviluppo e sinergia a tale misura creando nuove opportunità di lavoro.
La misura ci vede favorevoli per la crescita e lo sviluppo della blue economy, ma intesa come misura di crescita della filiera ittica. Importante è poi la misura a sostegno dei lavatori dipendenti da imprese attive nella pesca marittima, che dà giusta dignità ai soci lavoratori delle cooperative della cosiddetta piccola pesca, per le giornate di inattività o sospensione lavorativa.
Bene anche la misura per l’approccio su acquacoltura e filiera, ma, per la pesca attiva ossia per un ricambio generazionale serio che vuole investire sui giovani, non vediamo reale applicazione di tale misura. È chiaro che vista la crisi che attraversa il comparto, per i pescatori “veri”, il decreto non rappresenta una reale opportunità neanche per il cambio generazionale.
Il Governo ha fatto uno sforzo ammirevole inserendoci in tale programmazione che, osservata con lungimiranza, e intersecando alla filiera ittica, blue economy e turismo, declinando gli aiuti ad un settore ittico diversificato, potrebbe anche andare bene.
Così Gennaro Scognamiglio, presidente di UNCI Agroalimentare, commentando il DL Mezzogiorno











