
Sabato scorso, 1 ottobre, in 19 città di tutta Italia i volontari Greenpeace sono scesi in piazza per sensibilizzare con dei flash mob i cittadini sul consumo di prodotti ittici pescati con metodi sostenibili.
In tutto il Paese sono state allestite simulazioni di bancarelle in cui si “vendevano” lische anziché pesci, per sollevare l’attenzione sul declino delle risorse ittiche e invitare all’acquisto responsabile. In diverse città, inoltre, i volontari Greenpeace, vestiti da camerieri hanno invitato i passanti ad accomodarsi ai tavolini di un (finto) ristorante per degustare il menù del giorno a base di…lische!
Il Mediterraneo versa infatti in uno stato drammatico, con oltre il 90 per cento delle specie ittiche commerciali pescate eccessivamente. Per invertire la rotta è necessario dare maggior valore a una risorsa preziosa come il pesce, ridurne il consumo ed essere più attenti e responsabili quando si va a fare la spesa.
Secondo i risultati di un sondaggio commissionateo da Greenpeace, realizzato da Ixè, nel nostro Paese ben il 77 per cento degli intervistati ha dichiarato di essere disposto a pagare di più il pesce pur di avere garanzie sulla sua sostenibilità e il 91 per cento è pronto a modificare le proprie abitudini alimentari per ridurre lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche e tutelare il mare. Ed è per l’appunto un nostro diritto – sostiene Greenpeace – chiedere massima trasparenza in etichetta!
Come prevede il nuovo Regolamento Ue, in vigore fin dalla fine del 2014, dovrebbero infatti essere fornite ai consumatori importanti informazioni come l’attrezzo di pesca utilizzato o l’esatta denominazione della zona o sottozona di cattura FAO per i pesci pescati nel Mediterraneo, Mar Nero e nell’Atlantico nord-orientale.
Per fornire un utile strumento per una scelta responsabile, Greenpeace ha lanciato il sito fishfinder su cui è possibile trovare consigli e suggerimenti sui metodi di pesca sostenibile, sulla stagionalità delle specie, sulle informazioni che devono essere riportate per legge sulle etichette dei punti vendita. È possibile inoltre recensire rivenditori, pescherie, supermercati proprio secondo il criterio della trasparenza e della completezza delle informazioni in etichetta.
È ora che il mercato finalmente cambi e i rivenditori, dalla grande distribuzione alle piccole pescherie di quartiere, soddisfino le richieste dei consumatori, promuovendo filiere sostenibili anche per il pesce, valorizzando la pesca artigianale e sensibilizzando i consumatori, questo l’invito di Greenpeace











