
L’innalzamento del livello delle acque aumenta le probabilità del verificarsi di eventi dannosi come le inondazioni con altrettante conseguenze economiche non indifferenti. A focalizzare l’attenzione su questo argomento è una ricerca che vede capofila il Potsdam Institute, con l’obiettivo di offrire ai governi un metodo per quantificare le perdite economiche attraverso stime dei costi annuali derivanti dall’aumento del livello degli oceani nel lungo periodo. “Quando il livello del mare subisce un’impennata, i costi per i danni subiti si alzano ancora più velocemente”, sostengono gli autori dello studio, secondo cui “una prima valutazione delle conseguenze economiche potenziali è fondamentale per valutare l’efficacia delle misure di adattamento”. Ad esempio a Copenaghen, nel caso in cui il mare si innalzasse di 25 centimetri, ipotesi che rientra nello scenario peggiore delineato dal panel Onu sui cambiamenti climatici (Ipcc), le perdite si raggiungerebbero i 4 miliardi annui, almeno secondo uno studio pubblicato su “Natural Hazards and Earth System Sciences”. Alla base delle previsioni di spesa, a detta degli esperti, ci sarebbero semplici funzioni matematiche che trarrebbero i danni economici da variabili complesse come il cambiamento climatico, le inondazioni e le misure di adattamento che valgono in ogni luogo del mondo perché semplici e universali. “A Mumbai come a New York, nel Pacifico come nel Mare del Nord”, dicono i ricercatori.











