Il mare, il paesaggio marino e la pesca rappresentano i pilastri dell’economia dell’Alaska, un paese che riesce sempre di più a far parlare di sé per l’approccio ecosostenibile e la valorizzazione del mare. Nelle ultime settimane, tra le attrazioni turistiche che ritornano al centro dell’attenzione mediatica ritroviamo le balene. In Alaska è una delle attrazioni offerte da questo grande paese, anche se solo nelle settimane comprese tra l’inizio dell’estate e il mese di settembre, quando si sposta dal rifugio invernale delle coste del Messico o delle Hawaii, per dirigersi verso le acque fredde del nord ricche di pesce. Lo spettacolo che offre è davvero incomparabile, soprattutto quando la travolgente pinna caudale si solleva verso l’alto in una sorta di straordinaria acrobazia che affascina e genera emozioni indescrivibili per i turisti.
Le balene dell’Alaska sono a dir poco imponenti. Possono raggiungere i 16 metri di lunghezza e pesare circa 40 tonnellate.
A riproporre la bellezza di tali territori è l’Alaska Seafood Italia che ha richiamato l’attenzione sugli avvistamenti delle balene in Alaska, ricordando che nel periodo dell’anno più appropriato è facile incontrare le balene, soprattutto nel sud est, in luoghi raggiungibili in barca ad esempio dalla città di Juneau, oppure, arrivando dal Parco Nazionale Kenai Fjiords, a quindici minuti di macchina dal Porto di Seward.
Nel paese la tutela del mare e la gestione della pesca avviene scientificamente e la tutela della biodiversità è un imperativo categorico delle autorità. In Alaska, le zone di pesca vengono gestite in modo tattico nel momento in cui hanno realmente luogo, con la cosiddetta “gestione durante la stagione”, contando i pesci mentre nuotano verso le zone di riproduzione. Il controllo delle fughe viene fatto in diversi modi dai biologi ittici che usano sonar, ricognizioni aeree o contando i pesci visivamente da postazioni fisse mentre questi migrano a monte. Gli uffici locali dell’Alaska Department of Fish and Game prendono, dopo analisi dettagliate, decisioni sulla gestione durante la stagione per i più di 15.000 corsi d’acqua di riproduzione che vengono gestiti dallo stato.
La pesca sostenibile e il turismo legato alle creature del mare sono un esempio fantastico di sviluppo economico che insegue i punti dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.












