
“Rivedere l’attuale sistema di sanzioni sulla pesca che sta massacrando il settore con multe smisurate rispetto alle infrazioni commesse senza aver mai fornito alcuno strumento per una pesca più sostenibile e rispettosa delle regole per la salvaguardia degli stock ittici”. È questo, in sintesi, il contenuto della risoluzione dei deputati del M5S della Commissione Agricoltura, che presente ieri con una propria delegazione al presidio dei pescatori in piazza Montecitorio.
“È vero che nei regolamenti europei sono previste sanzioni dissuasive ma non inique al punto da mettere in difficoltà l’attività produttiva dell’impresa che trasgredisce. L’attuale sistema introdotto con l’ultimo Collegato Agricolo (legge 28 luglio 2016, n. 154) pur avendo depenalizzato le infrazioni previste per la cattura sottomisura di una serie di specie ittiche prevede una forte sproporzione tra valore del danno e sanzione – spiega la deputata 5stelle, Silvia Benedetti, prima firmataria del provvedimento – Un esempio che i pescatori riportano è sui pesci sottotaglia eventualmente presenti in una cassetta: per un valore totale di 50 euro per una cassetta di pescato, la sanzione può essere anche di 5mila euro. Un gap che può arrivare a un rapporto di 1000 a 10 tra multa e valore dell’eventuale pescato. La nostra risoluzione invece chiede innanzitutto di rivedere il sistema sanzionatorio in base a quanto previsto dalle stesse norme europee (articolo 44, comma 2, del Regolamento (CE) n. 1005/2008) laddove si suggerisce una sanzione massima pari a cinque volte il valore dei prodotti della pesca ottenuti commettendo l’infrazione grave”. “Chiediamo inoltre che sia avviato al più presto un piano per sostenere e riformare l’intero settore, andando oltre l’azione punitiva delle multe. È inutile che il Pd prima crei l’emergenza, introducendo multe senza proposte, e poi intervenga solo per dare il contentino momentaneo o fare azioni spot quando si avvicinano le elezioni”, conclude la parlamentare.











