“L’attuale governo in carica, nonostante sia operativo solo per il disbrigo degli affari correnti, si è reso protagonista di un decreto che aumenta le giornate di stop per la pesca a strascico senza rendersi conto che ci sono aziende con migliaia di addetti al limite della sostenibilità economica. Aumentare le giornate di stop in questo momento equivale a dare la mazzata finale a numerose aziende soprattutto a carattere familiare. Non bastava la crisi provocata dalla pandemia e la flessione del mercato a causa della chiusura della ristorazione. I pescatori per primi sono favorevoli a una corretta gestione delle risorse ittiche con un approccio tecnico e scientifico basato sui dati. Ora invece si impone una limitazione di giornate indipendentemente dalle ore passate in mare, con ulteriori vincoli di un passaggio da un attrezzo ad un altro. Addirittura, chi volesse vendere la propria imbarcazione non potrà farlo in altre zone del Paese. Serve una nuova visione per il settore, più moderna e meno ideologicamente fissata su limiti anacronistici e lontani da qualsiasi spiegazione tecnico scientifica. In ballo ci sono decine di migliaia di posti di lavoro e una fetta importante del Pil nazionale”.
Lo dice in una nota il deputato Lorenzo Viviani, capo dipartimento Pesca della Lega.










